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Tra le motivazioni per scegliere un albero non ci sono solo il portamento, l’ombra che è in grado di garantire o il colore delle foglie. Ci sono anche alberi da fiore che sono scelti per la loro capacità di donare profumi e colori, e che per questo sono particolarmente affascinanti.

Gli alberi da fiore in giardino sono coloro che per primi annunciano la primavera, e in generale rendono l’ambiente domestico più allegro e colorato. Infatti, a differenza di altre fioriture che si possono avere in giardino, gli alberi da fiore si stagliano verso il cielo, assumendo il ruolo di veri e propri protagonisti dello spazio circostante.

Non è importante, quindi, quanto la fioritura sia lunga, né quanto duri la stagione durante la quale gli alberi da fiore saranno “solamente” un complemento verde. Rimane il fatto che quotidianamente queste piante regalano, insieme a fioriture più lunghe, anche dei momenti isolati, quasi dei momenti onirici ed effimeri, di grande splendore a cui difficilmente si può fare a meno, dopo che lo si ha conosciuto. E, proprio per questo, gli alberi da fiore sono tanto attesi quanto cercati.

Attenzione, però: per valorizzare queste piante serve avere tanto spazio, perché hanno bisogno di una loro area in cui stare solitari, o ancora meglio di una cortina dove possano risaltare.

Se il giardino, in primavera e in estate, è anche un luogo di relax e riposo dove poter leggere, ascoltare la musica e dedicarsi a sé stessi, allora gli alberi da fiore dovrebbero trovarsi di fronte alla seduta preferita, nel proprio angolino personale. Così aumentano la sensazione di relax.

Per tutti questi motivi, quando si acquistano è importante conoscere le dimensioni finali che assumeranno una volta cresciuti, o quelle attese nella realtà pedoclimatica. Per avere indicazioni, è sufficiente guardare i giardini della zona: sono tutte considerazioni che vanno fatte per dare all’albero tutto lo spazio di cui avrà bisogno in futuro.

Organizzarsi in tempo

Al fine di avere alberi da fiore di qualità, è sempre bene partire da esemplari scelti con cura tra quelli già impalcati, ovvero con una struttura già impostata dalle potature di allevamento. Meglio evitare di comprare piantine di 30 o 40 cm di altezza, che possono tentare perché costano meno ma poi sono più difficili da tenere; e, allo stesso modo, meglio evitare soggetti di dimensioni troppo grandi.

Inoltre, per avere alberi di buone dimensioni con fusto ben sviluppato, deve tenere conto di alcuni accorgimenti:

  • Sceglierlo in vivaio in autunno, ancora in piena terra, per avere un albero pronto al trapianto all’inizio della bella stagione;
  • Segnarlo in modo non invasivo, ma senza che possa essere sostituito;
  • Segnare il Nord con una matita sulla corteccia, per rispettarne l’orientamento naturale;
  • Chiedere che la pianta sia protetta nel fusto durante il trasporto, non con un semplice giro di iuta ma in modo più serio ed efficace per prevenire i danni di carico e scarico. Gli urti che schiacciano le cortecce giovani hanno i loro effetti negativi nel corso del tempo, con la formazione di una zona esposta che rappresenta un problema sia nell’immediato, perché funge da ingresso per patogeni e parassiti; sia nel lungo termine, perché la crescita del legno e la resistenza meccanica del tronco potrebbero non essere uniformi.
  • Scavare per tempo una buca grande, il doppio della zolla se non di più, eliminando sassi e radici e scartando un terzo del terreno di scavo e sostituendolo con del terriccio organico. Bisogna poi aggiungere sempre fertilizzanti a lentissima cessione, per dare una continuità agli apporti di nutrienti nel tempo alla giovane pianta.

Iniziamo dai più piccoli

Proprio lo spazio per molti potrebbe rappresentare un problema. Fortunatamente, esistono alberi da frutto piuttosto piccoli, che quindi si possono a adattare a piccoli giardini o, in alcuni casi, anche a dei terrazzi come alberi da tenere in vaso.

Albizia

La Albizia, o “acacia di Costantinopoli”, è una pianta magica, che quando fiorisce regala emozioni come poche altre. La sua fioritura, infatti, trasforma la struttura della chioma – tipicamente a ombrello – in una nuvola rosa vermiglio, tanto che sembra provenire da un dipinto di Hokusai o Hiroshige e, più in generale, da un’opera d’arte orientale.

La Albizia dispone di fiori a piumino molto profumati che si aprono in successione, e che durano a lungo. A differenza delle opere d’arte citate, la Albizia julibrissin è originaria delle regioni occidentali asiatiche a clima temperato, e ha dimensioni contenute che raggiungono al massimo i 10 metri di altezza.

Non teme il freddo se non quando le temperature scendono oltre i 15 gradi sotto zero (raro in Italia), quindi è perfetta anche in Nord Italia. La sua sensibilità al freddo è però aumentata dalla presenza di venti dominanti, motivo per cui è consigliabile posizionarla in posizione aperta e ben soleggiata, al riparo dai venti freddi.

Cornus kousa – o “Miss Satomi”

Cornus kousa

Miss Satomi è una varietà di Cornus kousa prodotta per innesto, ed è un gransde cespuglio o arbusto che può raggiungere i sette metri di altezza, molto lentamente. La sua peculiarità è la fioritura tarda, in giugno, che la vede ricoprire di brattee rosa.

Il colore di Miss Satomi può cambiare molto di anno in anno a seconda dell’andamento delle stagioni, ma anche in base agli stress ricevuti. Come detto, la tonalità è solitamente rosa, ma può diventare via via più tenue fino a “sfiorare” il bianco.

Questa pianta va coltivata solamente se si ha disponibilità costante di acqua, in quanto teme molto la siccità che in estate può seccare la vegetazione. Comunque, se ben curato, Miss Satomi è un arbusto leggero, resistente al freddo, e desidera un terreno acido o subacido. Non va potato, se non per la ridefinizione di rami rotti o fuori forma.

Melo

Chi cerca o è affascinato dal colore rosso, non può rinunciare ai fiori del Malus communis, il Melo, che sono grandi, con cinque petali e con una doppia colorazione bianca all’interno e rosata all’esterno. Per questo, i boccioli all’apertura si presentano di un colore più intenso di quella che poi sarà la realtà cromatica dei fiori.

Il melo vede i petali raccolti in corimbi a forma di ombrello con numero variabile (da tre a otto9, circondati da una corona di foglie vellutate. Si caratterizzano inoltre per avere numerosi stami con antere colorate a contrasto.

La fioritura del melo avviene ad aprile, insieme alle altre prime grandi fioriture del giardino. Una delle più consigliate è la varietà “Abbondanza rossa”, di vigoria medio-bassa che non occupa molto spazio, e che però è decorativa anche quando maturano i frutti di color rosso vermiglio.

Pesco “Platicarpa Gialla”

Appariscente e vanitoso, il pesco ama distinguersi dagli altri alberi da fiore fruttiferi, che invece sono più misurati. Appare con forza, quando le foglie cominciano ad aprirsi, per essere il protagonista del giardino.

La variante che consigliamo si chiama Prunus persica, o “Platicarpa Gialla”, che appartiene alla famiglia dei peschi con fiore grande a cinque petali ben aperti, di colore rosa vivo con stami evidenti.

Non è tuttavia semplice passare dal fiore al frutto, perché il Pesco preferisce dei climi miti con estati caldi, a cui fanno seguito bagnature regolari. Ha però anche un alto bisogno di freddo, pari ad almeno 800-1300 ore a temperature sotto i 7°C. Non è molto grande: raggiunge infatti un’altezza tra i 6 e i 4 metri, con chioma globosa.

Freddo, non ti temo!

Per chi vive in zone dove tende a fare freddo, soprattutto in inverno, ci sono degli alberi da fiore perfetti e che non solo non temono il freddo, ma anzi ci vivono molto bene.

Magnolia grandiflora

Non è un caso che la Magnolia grandiflora sia la pianta più diffusa a Milano, che diventa stupenda nel periodo in cui fiorisce. Del resto, pochi alberi da fiore ne raggiungono il fascino, e questo nonostante non sia “di moda” come una volta – forse a causa della crescita lenta, e forse perché nell’immaginario è un grande esemplare a cono.

In realtà, la Magnolia sa dare grandi soddisfazioni. È una pianta longeva, resistente, sempreverde e che ha unico “limite” di coltivazione non il freddo, ma il calcare presente nel terreno. Va piantata in luoghi soleggiati e caldi, al riparo dal vento.

Il terreno dev’essere di medio impasto, ben drenato, fresco, fertile e ricco di sostanza organica, preferibilmente a reazione acida con pH tra 5,5 e 6,5, e particolarmente profondo. Il fiore della Magnolia è grande e bianco, irregolare e subito riconoscibile.

Maggiociondolo

Considerato tra i più begli alberi da fiore spontanei del nostro Paese, il Laburnum anagyroides (o Maggiociondolo) appartiene alla famiglia delle Leguminosae e può assumere la forma di un grande arbusto o di un piccolo albero alto fino a 8 metri.

Un esemplare allevato ad albero è capace di creare un’ombra fresca e profonda. Le foglie sono leggere e mobili, tanto che basta una leggera brezza per muoverle.

I suoi fiori sono di forma papillonacea e riuniti in lunghi pendoli lunghi tra i 15 e i 25 cm. Sbocciano a maggio, in grande abbondanza, e sono leggermente profumati. Il Maggiociondolo resiste al freddo più intenso senza problemi, ma teme il caldo eccessivo.

Ippocastano

L’Aesculus hippocastanum è stato a lungo una pianta tipica delle dimore nobiliari o alto-borghesi. Questo perché è un albero maestoso tutto l’anno, con un tronco forte e diritto, unagrande chioma e foglie particolarmente riconoscibili. La sua spettacolarità aumenta quando fiorisce, perché il suo aspetto ricorda quello di un grande ed elegante candelabro.

Per questi motivi, la scelta di metterlo in giardino deve essere valutata solo se si dispone di grandi spazi, perché le potature grandi ne alterano eccessivamente la struttura, che non sarà più equilibrata e completa.

Per chi dispone di spazi più ristretti c’è l’Aesculum x carnea, ibrido tra l’ippocastano e l’Aesculus pavia: del primo eredita il portamento arboreo, del secondo il colore dei fiori rossi, rosa e purpurei.

Per gli amanti del caldo

Come ci sono alberi da fiore che adorano il freddo, così ne esistono amanti del caldo, e quindi perfetti per le regioni del centro-Sud Italia, dove le temperature sono miti d’inverno, e particolarmente alte d’estate.

Jacaranda

Un nome simpatico ed esotico per una pianta “elitaria”: tra gli alberi da fiore è quello da tutti desiderato, ma possibile solo per pochi eletti.

È un albero originario del Sud America, e se ha modo di crescere può superare i 10 metri di altezza, sviluppando una chioma densa a ombrello di diametro sempre vicino ai 10 metri.

Verso la fine della primavera si ricopre di fiori azzurri e blu campanulati, che si riuniscono i corimbi apicali. Proprio le estremità più alte della Jacaranda sono le più sensibili al freddo, per questo un abbassamento delle temperature invernali sotto lo zero può compromettere la fioritura della primavera successiva.

A parte questo, la Jacaranda si coltiva molto facilmente, è resistente al secco e ha bisogno di una posizione calda e soleggiata, nonché di un terreno arricchito in sabbia o scheletro fine. Deve in generale essere ben drenato, perché un altro grande nemico della Jacaranda è il ristagno d’acqua.

Strelitzia nicolai

Non si può considerare un albero vero e proprio, in quanto non produce legno, ma è comunque imponente. Fa parte della famiglia delle Musaceae, la stessa del banano e della strelitzia usata usata come pianta da fiore.

La Strelitzia nicolai può raggiungere i sei metri di altezza, e le dimensioni sono accresciute dalle foglie sfrangiate che creano un’ombra densa, con fiori bianchi luminosi arricchiti da una sfumatura di azzurro.

È in grado di tollerare temperature fino a -3°C, anche se per poche ore. Inoltre, richiede sole e acqua in abbondanza.

Bauhinia variegata

Questa pianta è nota come “albero delle farfalle”, per via della somiglianza dei fiori aperti alle farfalle posate sui rami.

Cresce spontanea in una grande area che va dal sud della Cina fino all’India, dove diventa un albero alto fino a dieci metri. In Italia si può coltivare solo nelle zone meridionali, dove comunque non raggiunge queste altezze.

Ad ogni modo, si riconosce per le foglie bilobate simili allo zoccolo di un bovino. La varietà “Candida” ha delle splendide corolle, di grandi dimensioni e di color bianco candido, a cinque petali e profumate. La fioritura, in Italia, inizia a maggio.

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