Bisogna impegnarsi per ottenere un prato folto e pieno di erba, di colore verde brillante che quindi necessita di diverse attenzioni. E il primo passo per non sbagliare è iniziare la cura e la ripartenza di questo splendido tappeto erboso nel mese di aprile, periodo in cui le temperature sono miti e il tasso di umidità particolarmente alto: due cose che permettono agli steli dell’erba di crescere in maniera piuttosto celere.

Ad aprile, infatti, l’erba è già in piena attività vegetativa. Le operazioni di sfaldo, solitamente, iniziano nel mese di marzo e ad aprile, quando le temperature cominciano ad alzarsi in maniera significativa, bisogna andare ad occuparsi anche di altri aspetti molto importanti per quel che riguarda la manutenzione, che adesso andremo ad analizzare uni per uno.

Non preoccupatevi, comunque: è vero che le operazioni per far ripartire il parto e mantenerlo sempre soffice e folto sono diverse, ma nulla che sia impraticabile o richieda mani esperte. Serve soprattutto dedizione, passione e tanta pazienza!

Pulire e arieggiare

È assolutamente fondamentale che le operazioni di rastrellamento delle foglie secche e di altri materiali organici avvengano con frequenza e regolarità. Attenzione, però, al rastrello che si usa! Infatti, usare una scopa con denti troppo duri e aguzzi potrebbe rovinare il manto erboso, per cui si consiglia sempre di scegliere un utensile che abbia denti un po’ più morbidi e tenui.

Quando ci si trova di fronte a zone particolarmente compatte – e se non si è già provveduto a farla – è necessario fare l’arieggiatura. Se la superficie è piccola bastano anche degli attrezzi manuali come per esempio un rastrello arieggiatore o l’arieggiatore per prato manuale dotato di ruote. O ancora, esistono in commercio delle scarpe arieggiatrici e scarificatrici per il prato, per chi volesse eseguire l’operazione in modo un po’ più divertente.

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Se, invece, la superficie è estesa allora è più auspicabile l’impiego di macchine arieggiatrici e/o scarificatori. In ogni caso, il fine di questa operazione è togliere il feltro – ovvero l’accumulo dei residui degli sfalci di foglie e detriti – che si è depositato e si posa sul terreno, impedendone la corretta ed efficace ossigenazione.

Tra le varie operazioni di pulizia, nel mese di aprile è consigliato anche procedere con la prima concimazione della stagione, che va fatta rigorosamente a terreno asciutto. È un’operazione importante, perché serve per apportare il nutrimento a tutte le varie specie organiche che formano il prato ridando la sua tipica brillantezza al manto erboso. Per il prato, il concime più adatto è quello granulare. Una volta terminata la concimazione, il tappeto erboso va annaffiato bene.

Rendere nuovamente folte le zone rovinate

prato rovinato con alcune zone secche per mancanza di irrigazioneAdesso è il momento giusto per procedere a rinfoltire le zone del prato più rovinate. In quelle avvallate, nelle quali dopo la pioggia ristagna l’acqua e l’erba cresce in maniera lenta e irregolare, bisogna spargere – coprendo tutta la superficie – una miscela composta da tre parti di terriccio classico universale, una di sabbia e una di torba. In questo composto va aggiunta anche una piccola dose di semente già impiegata nel resto del prato. La miscela va schiacciata con una certa pressione, e una volta distribuita il prato non deve essere calpestato per alcuni giorni, dando così modo al terriccio di assestarsi per bene.

Lo stesso composto è valido anche per fare una risemina in quelle zone dove il prato è diradato e l’erba non cresce praticamente più. In questo caso, bisogna servirsi di un carrello spandi-seme che è utile per una distribuzione uniforme del seme nelle superfici estese. Invece, se la zona diradata è piccola, basterà mescolare in un secchiello il seme con della sabbia (che deve essere ben asciutta): il composto deve essere costituito di 2 parti di sabbia e 1 di seme. In seguito, si può procedere alla semina a mano sul tappeto erboso.

L’irrigazione? Meglio di sera

irrigazione del prato di seraA marzo/aprile bisogna anche controllare che tutto l’impianto di irrigazione funzioni bene e sia privo di corrosioni o altri danni: questo servirà per partire preparati all’arrivo della bella stagione. In caso di danni, bisogna provvedere subito alla loro riparazione rivolgendosi a un personale specializzato, o sostituire dei pezzi rotti.

Se vivete in una zona dove il tempo tende a diventare facilmente siccitoso è necessario iniziare regolarmente le irrigazioni: fate attenzione a che l’acqua penetri bene nel terreno. Per far sì che questo accada, e che l’irrigazione sia corretta ed efficace, dovete bagnare il prato per almeno 20 minuti, che corrispondono a piò o meno 10 litri di acqua al metro quadro – una quantità sufficiente per 4 o 7 giorni in base a piovosità e temperature della regione in cui si vive.

La somministrazione frequente di piccole quantità d’acqua è un falso amico: infatti, invece di aiutare il prato aiuta la formazione di radici vicino alla superficie del suolo, e quindi il prato sarà più soggetto a seccarsi. In qualsiasi caso, comunque, l’irrigazione deve essere fatta nel momento ideale del giorno, ovvero di sera. In questo momento, infatti, l’acqua evapora meno rapidamente e il prato così non rischia di seccarsi.

Tagliare il prato in modo regolare e alla giusta altezza

Come si è detto, ad aprile il tappeto erboso tende a crescere più velocemente che nel resto dell’anno per via delle temperature alte e della pioggia che eleva notevolmente il tasso di umidità. In sintesi, cresce più veloce perché si creano le condizioni adatte.

Alla luce di questo, il prato deve essere tagliato in maniera regolare una volta alla settimana, facendo però attenzione a non tagliare mai oltre un terzo della sua altezza. Per fare in modo, inoltre, che la tosatura sia efficace, prima di iniziare l’operazione è naturalmente necessario verificare che le lame del tosaerba siano ben affilate.

Tagliare il prato in modo regolare favorisce la resistenza del tappeto erboso. Ecco quindi che soprattutto d’estate, quando le temperature sono davvero elevate, il prato va tagliato nel tardo pomeriggio, quando il caldo si attenua leggermente e comunque si creano zone d’ombra (questo tra l’altro serve anche per non correre il rischio di prendersi un’insolazione).

L’altezza del prato cambia in base all’utilizzo che si fa di quel prato. Per esempio, il prato ornamentale di solito si attesta tra i 10 e i 20 millimetri di altezza dell’erba. Il prato sportivo tra i 30 e i 40, mentre quello sottoposto a tante sollecitazioni tra i 30 e i 50 (si pensi a chi lo usa per le piscinette gonfiabili). Un prato poco utilizzato, invece, può anche avere l’erba alta tra i 60 e gli 80mm.

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In ogni caso, queste operazioni possono sembrare complicate ma in realtà diventano molto semplici e anche piuttosto veloci una volta che ci si è presa la mano. Sono delle azioni assolutamente fondamentali per mantenere il prato e il tappeto erboso in salute, cosa che si può facilmente dal suo aspetto estetico: come per qualsiasi essere vivente, un prato sano si nota dal suo colore vivace e acceso, e dalla sua caratteristica brillantezza che solo con un’attenta dedizione può essere mantenuta.

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