Da sempre il solstizio d’estate è considerato uno di quegli eventi astronomici affascinante e misteriosi. Alcuni lo chiamano “il giorno del sole”, proprio perché in questo momento dell’anno il Sole si trova alla sua distanza massima dall’Equatore e il risultato è che sulla Terra si può godere di una giornata di luce molto lunga, l’esatto contrario della notte più lunga dell’anno, che coincide invece con il solstizio d’inverno.

L’antico sapere dei contadini

Per gli antichi contadini il ciclo delle stagioni era fondamentale per la vita delle piante e anche per quella degli animali

Chi coltiva l’orto sa benissimo che, che sia vero oppure no, da sempre chi coltiva la terra ha fatto riferimento ai cicli della natura, della luna e anche all’alternanza delle stagioni. Per gli antichi contadini il ciclo delle stagioni era fondamentale per la vita delle piante e anche per quella degli animali. Ed è proprio in base ai cicli del cosmo e ai ritmi naturali che per diversi secoli gli uomini hanno organizzato la loro attività di agricoltori.

Nella campagne, ancora oggi, si festeggia l’arrivo dell’estate con grande entusiasmo, che si traduce nelle operazioni di trebbiatura e di raccolta del grano. Ma l’estate è anche il momento per raccogliere frutta e ortaggi, come le mele, le pesche, le pere e i kiwi.  E ancora i pomodori e la cipolla. Allo stesso tempo, quando arriva l’estate, nei campi c’è un grande lavoro da fare, anche in preparazione alla stagioni successive.

Il solstizio d’estate è il momento che sancisce l’inizio delle operazioni di aratura e di semina del grano saraceno, ma anche la pulizia delle vigne e la raccolta della canapa. E poi, non mancano le antiche tradizioni contadine che riguardano la notte di San Giovanni, che per tradizione di festeggia il 23 giugno e che per tanto tempo ha rappresentato un momento cruciale dell’anno, in un momento storico dove la medicina non esisteva e le erbe erano tutto per la cura del corpo.

Secondo le antiche credenze, le erbe che si raccolgono nella notte di San Giovanni hanno poteri benefici, perché sono protette dalla rugiada e dagli influssi astrali. Un tempo di credeva che erbe di questo tipo fossero in grado di allontanare sortilegi e malattie e di esaltare al massimo le loro proprietà benefiche se fatte seccare al sole e conservate per tutto l’inverno. Ed è per questo che ancora oggi il solstizio d’estate è dedicato alla raccolta di erbe come la verbena, il sambuco, il vischio, la lavanda, la menta, il rosmarino e il biancospino.

Il solstizio d’estate è il momento preciso in cui, come ci spiega l’astronomia, comincia ufficialmente la stagione estiva. Con il tempo abbiamo preso come standard di riferimento il giorno 21 giugno, ma in realtà l’estate, dal punto di vista scientifico, l’estate può iniziare dal punto di vista astronomico in un’altra data. In ogni caso, il solstizio per tutti è il giorno più lungo dell’anno, o meglio, il momento in cui la Terra assume una precisa posizione rispetto al sole.

Il solstizio d’estate è anche il momento migliore per dedicarsi agli alberi da frutto. Se avete spazio e un giardino abbastanza grande, questo momento dell’anno è perfetto per piantare un pesco, un ciliegio, un susino o un melo, tutti alberi che nelle prossime stagioni vi ringrazieranno regalandovi dei bellissimi frutti

In alternativa, se lo spazio in giardino non c’è, potete sempre dedicarvi all’avviamento di un nuovo orto, approfittando della nuova stagione che il solstizio porta con sé. Questo è il momento giusto per seminare le carote, i fagioli, il prezzemolo, il radicchio, i finocchi, il sedano, il porro e l’indivia. E non dimenticatevi che dall’andamento del mese di giugno, in cui si manifesta il solstizio d’estate, dipenderanno anche la lunghezza del frumento e le dimensioni delle patate.