A ognuno la sua pianta!

In natura, e in commercio ne esistono moltissime, ognuna con le sue particolari caratteristiche e dalla più semplice alla più elaborata. Oggi parliamo di un gruppo di piante davvero particolari, che ha un nome un po’ strano ma che racchiude in sé la vera essenza di queste piante: la possibilità di crescere in simbiosi con altre piante.

Parliamo della famiglia delle piante epifite, a cui appartiene una varietà di pianta molto bella da vedere, la Tillandsia, e dalle ottime proprietà, benefiche anche per l’ambiente della casa e dell’ufficio. Si tratta di piante non solo di facile coltivazione e benefiche per l’ambiente, ma anche di esemplari molto raffinati e belli da vedere, perfetti per portare dentro casa, e anche in ufficio, un bel tocco di eleganza.

Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questa famiglia di piante molto particolari che, in qualche modo, ci ricordano le piante grasse!

Il termine epifite è tradotto dal greco (epi = in cima a; phyte = pianta). Le piante epifite, o “piante aeree”, sono piante che crescono sopra altre piante e coesistono insieme a loro nel modo più armonioso e innocuo. Prendono i loro nutrienti dall’aria, dall’acqua, dalla polvere e dai detriti che li circondano e crescono senza terreno, pur potendo crescere anche in alcuni substrati, come i detriti di foglie e il che si trova tra i rami degli alberi.

Prendere le sostanze nutritive senza suolo è una dura lotta per le epifite, ma poiché non interagiscono con la terra, molte di queste piante si adattano in modo diverso per sopravvivere.

Alcune epifite risolvono i loro problemi nutrizionali coltivando batteri e funghi. Nelle radici, ad esempio, funghi e batteri vengono allevati dalla pianta per fissare l’azoto dall’aria e trasformarlo in amminoacidi. I funghi estraggono sostanze minerali e da questi organismi la pianta ottiene la sua dose di minerali, in cambio di zucchero.

Le epifite hanno bisogno di ambienti umidi per vivere bene, ma dal momento che il sole, se forte, asciuga letteralmente queste piante, si tratta di esemplari che hanno alcuni tratti da succulente, con pori che si chiudono durante il giorno per trattenere l’acqua e immagazzinarla.

La Tillandsia

La Tillandsia è una pianta della famiglia delle Bromeliacee e la sua particolarità è quella di vivere bene anche senza terreno

La Tillandsia è una pianta della famiglia delle Bromeliacee e la sua particolarità è quella di vivere bene anche senza terreno grazie a caratteristiche fisiologiche presenti sulle foglie e all’interno della pianta, che hanno permesso a questa specie di adattarsi in natura anche nei luoghi più ostili.

In natura, per vivere, questa pianta prende l’acqua e il nutrimento direttamente dall’atmosfera attraverso le sue foglie, che assorbono umidità, pioggia e rugiada. Le radici, se sono presenti, servono come mezzo di ancoraggio ai rami e alla corteccia degli alberi che sono il supporto di questa pianta. In natura troviamo questa pianta solo nel continente Americano, nelle foreste tropicali e nelle zone desertiche di alcune regioni dell’America del Sud.

Questa pianta, se ben accudita, fiorisce nel suo periodo di maturità. I fiori si presentano in spighe o in grappoli e hanno una durata che varia da diversi giorni a qualche mese, in base alla specie. Spesso i fiori sono di colore molto vivo, dall’arancione al fucsia e hanno un profumo intenso.

Coltivare la Tillandsia

La Tillandsia è una pianta erbacea, perenne e nei nostri climi si adatta molto bene all’interno delle case

La Tillandsia è una pianta erbacea, perenne e nei nostri climi si adatta molto bene all’interno delle case. Per le sue caratteristiche, si presta molto bene ad arredare con gusto gli ambienti più disparati, ufficio compreso. Le piante, anche inserite all’interno di una composizione, si possono collocare facilmente in qualsiasi angolo della casa. Basta appoggiarle su un qualsiasi supporto o contenitore che ne possa valorizzare la forma.

Durante l’estate è consigliabile sistemare la pianta all’esterno, in una zona ombreggiata. Meglio fissarla su un ramo o su tronchi di piante, ai quali in seguito si aggrapperanno con tutto il loro apparato radicale. Meglio non sistemare le piante in zone particolarmente calde, dal momento che non sono necessarie irrigazioni essendo questa pianta in grado di catturare bene l’umidità della notte e l’acqua piovana.

Una temperatura di 5-7°C protratta per qualche ora al giorno è la temperatura minima limite.

La pianta che purifica l’aria

Le Tillandsie sono considerate piante depuratrici naturali dell’ambiente, dal momento che, insieme all’umidità dell’atmosfera, assorbono anche gli inquinanti che sono presenti nell’aria. Questo significa che queste piante sono perfette per disintossicare l’ambiente dal fumo delle sigarette e dall’inquinamento chimico, fisico e anche elettromagnetico.

Tutte queste caratteristiche fanno di loro le piante perfette per arredare anche la camera da letto, un luogo in cui, normalmente, le piante non ci sono per evitare di entrare a contatto con il rilascio notturno di anidride carbonica.

La tillandsia è una pianta piuttosto economica: ha un costo molto basso e poi, aspetto decisamente positivo per chi non è ancora molto esperto, non richiede particolari cure.

In base all’esposizione al poso potete scegliere la tillandsia verde o quella grigia.

La tillandsia grigia si adatta meglio agli ambienti con molto sole: è ricca di tricomi che hanno la duplice funzione di schermare i raggi del sole e di assorbire l’umidità. Al tatto è vellutata.

La tillandsia verde, invece,è più adatta a crescere in zone dove c’è molta ombra.

La tillandsia, in ogni caso, è una pianta che non fa fatica ad adattarsi in ogni ambiente e la sua temperatura ideale di crescita è compresa tra i 10 e i 32 °C. Se coltivata in condizioni ideali, la pianta, da ottobre ad aprile, può regalare fioriture molto belle e di grande impatto estetico.