C’è chi non ha paura di prendere in mano un paio di forbici e chi, invece, teme di tagliare anche il più piccolo dei rami. Quando si pota serve precisione e buon senso ed è un’operazione, questa, che prima o poi è necessario fare. L’obiettivo è uno solo: il benessere delle piante!

Quali rami vanno eliminati? E dove, precisamente, è necessario tagliare? In realtà, bisognerebbe partire da altre domande: questa pianta ha bisogno di essere potata? E se sì, perché? Il momento è quello giusto?

Iniziamo dal principio. La potatura ha come obiettivo:

  • far circolare l’aria e la luce all’interno della pianta
  • conservare e stimolare la produzione dei fiori e dei frutti
  • mantenere la giusta forma della pianta

E a proposito dell’ultimo punto. I getti e le gemme sono spesso dominanti e inibiscono la crescita delle gemme sottostanti. Quando si taglia un ramo questa azione viene annullata, il flusso della linfa si interrompe e questa si dirotta verso le gemme che si trovano sotto il punto di taglio per stimolarle a svilupparsi.

In questo modo si indirizza la crescita della pianta, ma è fondamentale compiere questi passi nel pieno rispetto della pianta.

In ogni caso, prima di iniziare, è importante tenere presente che:

  • potare non è obbligatorio: ci sono arbusti che crescono bene anche in piena aria, forti e rigogliosi.
  • è molto importante, invece, potare sempre nel periodo giusto, altrimenti potreste ritrovarvi con alberi e piante che smettono di fiorire.

Gli attrezzi

Gli attrezzi della potatura, indispensabili per effettuare un taglio netto e preciso

Gli attrezzi sono molto importanti nella potatura. Le ferite da potatura possono attirare parassiti e agenti patogeni e provocare grandi danni alle piante. Per questo è importante eseguire sempre tagli netti e precisi.

Le forbici

Permettono di tagliare rami con il diametro compreso trai i 12 e 22 mm.

  • Le forbici a incudine hanno una lama mobile che batte su un’incudine fissa, non richiedono molta forza ma hanno il difetto di schiacciare i tessuti della pianta, quindi è meglio usare per rami duri e legnosi.
  • Le forbici a taglio passante hanno lame curve, di cui una soltanto è tagliente e affilata, tagliano in modo netto e sono ideali per tagliare i rami che non sono del tutto lignificati.
  • Le forbici a cricchetto in Italia non sono molto diffuse eppure sono perfette per chi non ha una forte preso o non può affaticare la mano. Permettono di effettuare il taglio in tre tempi.
  • Le cesoie sono grandi forbici con lame taglienti, che possono anche essere ondulate per trattenere i rami. In alcuni modelli i manici si possono allungare a piacere. Sono adatte per tagliare le siepi.
  • I tronca-rami tagliano rami che hanno un diametro compreso tra i 22 e i 55 mm. Possono essere a taglio passante, a incudine o a cricchetto, con i manici che possono avere lunghezza diversa.
  • I segacci sono utili per chi deve potare alberi o grandi arbusti. Sono seghe sottili in acciaio temperato, o in carbonio, che vengono montate su manici di legno o di plastica.
  • Gli svettatoi permettono di tagliare da terra i rami più alti e funzionano tirando la corda che scorre su un apposita carrucola.
  • I tagliasiepi sono attrezzi a motore e hanno una barra di taglio che permette di tagliare rami con un diametro di 11-15 mm al massimo.

Le regole della potatura

Le regole della potatura stabiliscono in corrispondenza, e a quale distanza, delle gemme tagliare.

  • Nel caso dei rami che hanno le gemme disposte in modo alterno il taglio si esegue sopra le gemme che sono rivolte all’esterno.
  • Nel caso di gemme opposte si pota sopra la coppia di gemme.

Il taglio è obliquo, con un’inclinazione di circa 45 gradi rispetto all’asse del ramo, e parallelo alla gemma per favorire lo scorrimento dell’acqua in direzione opposta a quella della gemma. Nel caso di gemme opposte, il taglio è orizzontale.

I tempi della potatura

Quando è necessario potare? Dipende dalla tipologia di pianta e dell’obiettivo che si vuole raggiungere.

La potatura all’impianto

Se la pianta è in vaso

In questo caso la potatura all’impianto non è necessaria, dal momento che è questa la forma in cui vengono venduti alberi e arbusti.

Se la pianta è a radice nuda

Le radici hanno uno sviluppo proporzionale a quello della parte aerea. Ci sono casi in cui è consigliabile potare la chioma per rimettere equilibrio tra questa e le radici, soprattutto quando lo sviluppo della chioma è florido.

Se la pianta è in zolla

In questo caso le radici dovrebbero essere abbastanza protette da non subire danni. In caso contrario, bisognerà valutare di volta in volta per intervenire e ristabilire l’equilibrio.

La potatura di mantenimento

L’obiettivo di questo intervento è conservare la forma della pianta per favorire il suo sviluppo vegetativo e per stimolare la produzione di fiori e frutti. Il primo passo da compiere è eliminare le parti secche e danneggiate. Poi si procede con il taglio dei rami; ci sono piante che hanno bisogno di potature più energiche e piante che hanno bisogno di interventi più delicati.

Questo tipo di potatura si effettua durante la stagione fredda, quindi tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera, quando le piante sono in riposo vegetativo. I tempi di intervento sono diversi in base alla tipologia di pianta.

Piante a fioritura primaverile

Si pota quando i fiori sono appassiti, in modo da stimolare la pianta verso la produzione di nuove gemme per l’anno successivo. Si asportano i rami fioriti, oppure si accorciano.

Piante a fioritura estiva

Si potano in inverno, al risveglio vegetativo e si accorciano a poche gemme i rami che hanno prodotti i fiori nel corso dell’anno precedente.

La potatura di ringiovanimento

Il periodo migliore per questo tipo di potatura è il riposo vegetativo. Il primo passo è quello di tagliare i rami secchi e vecchi. La pianta sarà più alleggerita e più ariosa.

La potatura verde

Definita anche potatura estiva, è un tipo di intervento che si esegue in primavera, durante il periodo vegetativo della pianta.

La cimatura

Si esegue durante il periodo di formazione della pianta, quando cresce abbastanza in fretta ma senza produrre un numero sufficiente di germogli. Si pizzica semplicemente il germoglio con le forbici.

La spollonatura

Si eliminano i getti, ossia i polloni, che crescono direttamente dalla radice, alla quale sottraggono acqua e nutrimento vitale. Se la pianta è molto vecchia i polloni si possono anche lasciare, sfruttandoli per rimpiazzare i fusti lignificati che si potranno così tagliare senza impoverire la pianta.

Tipologie di piante

La potatura, un'operazione che nella tecnica e nei tempi in base alla tipologia delle piante

Ecco come applicare le regole della potatura alle più comuni tipologie di piante.

Arbusti

Per gli arbusti valgono le regole della potatura di mantenimento, fatta eccezione per la potatura all’impianto, soprattutto per quanto riguarda gli arbusti caducifogli.

Arbusti spoglianti

Se si tratta di speci pollonanti c’è bisogno di una potatura vigorosa al momento dell’impianto. Se invece gli arbusti non sono specie pollonanti sarà sufficiente accorciare i rami: la chioma si svilupperà dalle gemme rimaste.

Arbusti sempreverdi

Si tagliano il meno possibile, a meno che non sia necessario eliminare i rami rotti, malati e danneggiati, intervento che si esegue in tarda primavera. Se invece si vuole dare all’arbusto una forma a cespuglio è necessario intervenire al momento della messa a dimora cimando e tagliando i rami più corti.

Piante rampicanti

Dopo l’impianto è necessario guidare i rami nella giusta direzione, disponendoli a ventaglio e orizzontalmente. In un secondo momento è possibile accorciare i rami principali se sono troppo invadenti e si potranno potare quelli laterali.

Siepi

Bisogna distinguere le siepi informali da quelle formali. Le prime non hanno una forma definita e in questo caso è sufficiente mantenerle tenendo a bada la crescita. Le seconde, invece, hanno una sagoma precisa e definita e richiedono interventi di potatura di formazione e di mantenimento.

Rose

La potatura delle rose, differente in base alla tipologia di pianta.

La prima distinzione da fare è tra le rose antiche e le rose moderne. Poi, bisogna distinguere tra rose arbustive e rose rampicanti.

Le rose antiche

Non richiedono particolari interventi di potatura, ma può essere utile sfoltire i rami troppo fitti, accorciare quelli che sono troppo lunghi per evitare che vengano danneggiati dal vento ed eliminare i fiori appassiti.

Le rose moderne arbustive

Durante il primo anno dall’impianto richiedono, intorno al mese di febbraio, la potatura di tutti i getti, che devono essere accorciati a 2-4 gemme a partire dalla base del ramo.

Le rose moderne rampicanti

La potatura deve essere eseguita in momenti diversi in base alla varietà. Una volta messe a dimora è necessario potare le rose tra il mese di ottobre e quello di marzo, tagliando i getti laterali con almeno 3 gemme. Quelli rimanenti dovranno essere accorciati e sistemati in modo ordinato.

Le rose rampicanti non fiorenti si potano dopo la fioritura, accorciando a 2-3 gemme i getti laterali che hanno prodotto i fiori.

Alberi

Nel caso degli alberi si procede con la potatura di formazione che ha l’obiettivo di impostare quella che sarà la struttura dell’albero e di favorire lo sviluppo del fusto. Il taglio deve essere rasente al tronco e, in questo caso, il tipo di potatura richiede un minimo di esperienza e andrebbe affidato a personale specializzato in questo tipo di intervento.

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