La Hemerocallis (più nota forse come Emerocallide) è una pianta molto particolare, in grado però di dare non poche soddisfazioni. Il suo è un nome parlante e i due termini che lo compongono derivano entrambi dal greco: Hemero infatti significa “giorno”, callis indica invece “bellezza”, e quindi il nome della pianta significa “bellezza di un solo giorno”. Un nome per niente casuale, perché infatti i fiori della Hemerocallis durano un giorno solo o poco di più.

Chi dura tanto è invece la pianta in sé, la quale se posizionata correttamente – sia in giardino, sia in vaso – ha la possibilità di vivere moltissimi anni, aumentando le dimensioni del cespo e il numero di steli fioriferi. Piante estive e bulbose, i loro fiori brevi ma intensi incantano e sono fonte di meraviglie, e rendono le Hemerocallis perfette da unire in piccoli gruppetti capaci di dare grande vitalità al giardino nei mesi più caldi dell’anno.

Le Hemerocallis sono affascinanti in quanto riescono ad essere sia piante antiche, con il fiore che sembra un giglio, sia moderne per via delle tantissime varietà disponibili continuamente rinnovate. Ecco perché negli ultimi anni hanno visto un successo davvero inaspettato, passando dal livello “di nicchia” al livello di piante must have nel giardino o nel balcone di casa.

Tante varietà

Le Hemerocallis fanno parte della famiglia delle Liliaceae, che comprende più o meno 15 specie di piante bulbose, sempreverdi o semidecidueLe Hemerocallis fanno parte della famiglia delle Liliaceae, che comprende più o meno 15 specie di piante bulbose, sempreverdi o semidecidue originarie per lo più del continente asiatico, e in particolare della Cina, della Corea, del Giappone e della Siberia: in queste regioni, infatti, è possibile trovarne di spontanee in radure particolarmente illuminate, di solito nei pressi delle foreste, nelle aree di montagna o nelle valli paludose. Alle nostre latitudini si adattano egregiamente, e non richiedono grande manutenzione potendo resistere molto a lungo.

In ogni caso, comunque, le Hemerocallis presentate sul mercato sono tantissime, e vanno da specie botaniche a varietà storiche e “originali”, fino a ibridi moderni sperimentati e introdotti di recente. Quello che riescono sempre a garantire è una certa esuberanza, un carattere deciso e fiori che si fanno notare.

Alcuni esempi di Hemerocallis:

  • Hemerocallis “Catherine Woodbury”, un ibrido che fu selezionato da Childs nel 1967. Si distingue per il suo carattere delicato, in grado di incantare tutti gli appassionati di questo genere. La corolla è di un rosa chiaro pastello, con una gola giallo-verde. Quando fu presentata, alla fine degli anni Sessanta, era unica e non aveva eguali, e per questo è divenuta in fretta un classico.
  • Hemerocallis “Pink Damask”, presentata nel 1951. I suoi fiori di grandi dimensioni non hanno un colore facilmente identificabile, ma i più lo descrivono come rosa-corallo. I suoi petali sono allungati con linee di colore a contrasto, sia chiare che scure, e un margine finemente ondulato. La gola è gialla o giallo-verde e crea un contrasto non troppo forte.
  • Hemerocallis “Hesperus”, selezionata nel 1940. I suoi fiori sono tutti di un bel giallo acceso, con una forma dinamica, un portamento slanciato ed elegante, da “top model” delle piante. Anche lei è un classico, ed è ricordata anche per essere la prima hemerocallis ad aver ricevuto la medaglia Stout, ovvero il più alto riconoscimento conferito dall’American Daylily Society, l’associazione americana di Hemerocallis.
  • Hemerocallis “Autumn Red”, che come dice il nome si distingue per i suoi fiori di un rosso intenso che ricorda quello di alcune foglie durante la stagione autunnale, così acceso che quasi sembra forzato. Ecco quindi che il nome Autumn si riferisce solamente al tipo di rosso, e non a un inesistente fioritura tardiva (la fioritura è sempre estiva, come in tutte le hemerocallis). La gola è di un giallo dorato, che contribuisce all’aspetto caldo e intenso di questa varietà.
  • Hemerocallis “Rajali”, selezionata nel 1935 ma decisamente moderna e all’avanguardia, grazie ai suoi toni vivaci. Questa varietà è stata selezionata da B. Stout, il direttore del New York Botanical Gardens a cui si deve la classificazione delle specie botaniche; è anche stato uno dei primi a sperimentare l’ibridazione.
  • Hemerocallis “Deep Impact”, una varietà molto recente e “italiana”: il suo creatore infatti è l’ibridatore Stefano Peroni. Una hemerocallis che non passa inosservata, grazie al suo contrasto elevato con colori decisi e accattivanti, che variano sia per estensione che per intensità in base alla stagione, con il giallo luminoso “centrale” e l’anello scuro in esterna. Un nome quindi decisamente azzeccato, ovvero di grande impatto.
  • Hemerocallis “Noria”, anch’essa con la firma di Stefano Peroni, si nota per il duo aspetto attuale, i suoi toni decisi, per unire un rosa “antico” molto brillante sullo sfondo a un occhio fatto di più strati colorati che creano un nero molto profondo. I fiori sono particolari anche nella forma, perché sono ondulati.
  • Hemerocallis “Gypsy Traveler”, perfetta per gli amanti di fiori con grande carattere, colori forti che vanno dal mogano al cuoio fino all’arancione bruciato. L’occhio è molto scuro, al punto che sembra nero, mentre la gola è gialla e sul bordo esterno è presente una sorta di filo o anello, che riprende il nero dell’occhio. L’aspetto della Gypsy Traveler è vellutato, quindi anche piuttosto raffinato ed elegante.

Aiuole a macchie o aiuole miste?

Hemerocallis, fiori eleganti e coloratiUn grande vantaggio della hemerocallis è che non è difficile da disporre in giardino, visto che fioriscono giornalmente (o quasi) per tutta l’estate, e crescono anche in vasi piuttosto capienti. Si usano soprattutto per formare delle “macchie” di colore disposte in aiuole, anche irregolari nelle sequenze, e nei prati – che invece prediligono una distribuzione non formale. Sono molto adatte anche da disporre ai piedi delle siepi, per formare dei piccoli bordi ornamentali.

Ancora, sono utili per abbellire una parte del giardino meno curata, che è stata lasciata rinaturalizzare: la hemerocallis si può abbinare alle digitali, alle salvie da fiore, alle speronelle, all’echinacea; o a una “parete” di graminacee leggere, e anche alle margherite alte. Come detto inizialmente, la hemerocallis si può coltivare sia in terra sia in vaso. Nel secondo caso, bisogna prendere dei contenitori piuttosto alti e capienti che le lascino libere di formare un forte cespo in grado di occupare tutto lo spazio disponibile, espandendosi verso l’esterno. Meglio evitare dei vasi bassi.

Il terreno, comunque, deve essere profondo, fresco, ben drenato e fertile. Infatti, anche se sono molto adattabili, se le hemerocallis vengono poste in un terreno argilloso e pesante, stopposo, daranno luogo a una fioritura scarsa e insoddisfacente. Inoltre, in un terreno magro, privo quasi totalmente di nutrienti e ricco di calcare, le hemerocallis vegetano per anni in modo stentato, non crescono, e non formano ciuffi densi (e non fioriscono). È insomma evidente che necessitino di un terreno lavorato in profondità, e nei terreni pesanti è opportuno aggiungere della sabbia per favorire lo sgrondo.

Le bulbose

Si è detto che le hemerocallis sono in grado di vivere per diversi anni, grazie alle radici tuberiformi (centrali) e a quelle sottili esterne che si espandono nella terra. Sono loro il vero motore della hemerocallis, il punto di partenza da cui si sviluppano le foglie e motivo per cui le radici della hemerocallis sono associate al concetto, più vario e ampio, di bulbose.

È per questo che anche senza i fiori, queste rimangono ottime piante decorative: le loro foglie sono a forma di nastro e sono a punta, con un arco elegante, riunite in dei cespi di un verde briòòante e chiaro. In alcuni esemplari, inoltre, sono opposte e puntano una alla base dell’altra.

Gli steli sono rigidi, carnosi, e alla fine della fioritura portano le capsule dei semi che è sempre meglio eliminare (si riproducono facilmente). I fiori, come visto, hanno forme diverse, alcuni sono compatti, altri a stella, o ancora triangolari, nastriformi, arrotondati: in tutti casi, comunque, si presentano riuniti in dei racemi terminali.

La hemerocallis ha uno sviluppo iniziale piuttosto lento, e almeno nei primi anni non è sempre in grado di dare il risultato sperato, perché fioriscono a poco a poco con un effetto un po’ disomogeneo. Ma è solo questione di pazienza e tempo, perché durano a lungo e una volta cresciute producono un gran numero di fiori ampliando la colonia.

Manutenzione: non è tanta, ma dev’essere precisa

Dal momento che ci troviamo di fronte ad una pianta perenne, è opportuno mescolare al terreno un ricco terriccio di letame maturo e terra di foglie, da preparare in autunno e aggiungere in primavera, che si rivela molto utile per garantire sempre la fertilità nel tempo.  Così facendo, si dà un impulso e un aiuto in più alla pianta, che svilupperà un fogliame folto e rigoglioso.

Inoltre, per promuovere una fioritura abbondante, durante l’estate può essere vantaggioso spargere un po’ di fertilizzante a lento rilascio per le piante da fiore. Le fertlizzazioni, comunque, non vanno fatte dopo agosto, periodo in cui le piante si preparano al riposo invernale.

La hemerocallis non sente troppo la siccità, che però può comprometterne la fioritura. Ecco perché, soprattutto tra fine giugno e inizio settembre bisogna bagnare bene tutti i giorni per mantenere il terreno sempre appena umido. L’umidità si può mantenere anche facendo una sarchiatura specifica del terreno tra una pianta e l’altra, o predisponendo una pacciamatura.

Nei mesi autunnali, invece, basta annaffiare una volta alla settimana. Va detto che in autunno le hemerocallis ingialliscono fino a seccare la parte aerea. Se vivete in zone dal clima invernale particolarmente rigido, potete proteggere la pianta con una pacciamatura di terriccio e letame maturo.

Moltiplicare la hemerocallis

Alle nostre latitudini, la hemerocallis si riproduce dividendo il cespo. Il periodo più adatto è quello che va da luglio a settembre, ovvero subito dopo aver terminato il periodo di fioritura, durante la “pausa” che la pianta si prende per il troppo caldo. La divisione può essere fatta fino al periodo primaverile, ma non oltre la fine di marzo in modo da non rovinare la fioritura e il fogliame.

La divisione dei vari ciuffi, comunque, va fatta solamente quando il fogliame raggiunge delle buone dimensioni e la pianta inizia a mostrare una fioritura un po’ sottotono, inferiore alle attese; o quando, più semplice, la pianta ha almeno 10 o 15 ventagli di foglie.

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