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Qual è la differenza tra un cactus e una succulenta o pianta grassa? Sì, possono sembrare molto diversi, ma considerando il fatto che entrambi prosperano in climi secchi e nessuna di queste due piante ha bisogno di molta acqua per sopravvivere, non dovremmo sorprenderci che siano imparentate. Ma le due piante in comune hanno molto di più, seppur con qualche differenza.

Vediamo allora quali sono gli elementi che accomunano il cactus alle succulente e quali sono invece le differenze.

Cos’è una succulenta?

Succulenta, altrimenti conosciuta come pianta grassa

Prima cosa: succulenta è sinonimo di pianta grassa. Questa piccola precisazione è importante e ci servirà per quello di cui parleremo in questo post nelle righe che verranno.

Le succulente non sono una gruppo di piante distinto, ma possono trovarsi in circa 60 famiglie di piante. Tante, non è vero? I cactus, nella famiglia delle Cactaceae, costituiscono una di queste famiglie. Quindi tutti i cactus sono succulente, ma non tutte le succulente sono cactus. I cactus sono semplicemente una sottocategoria all’interno di un gruppo di piante, che sono conosciute da tutti come succulente. Questa è la prima informazione utile. Andiamo avanti.

Tutte le piante grasse sono conosciute come le piante che immagazzinano l’acqua. La parola “succulenta” deriva dal latino “sucus”, che significa succo o linfa, e la parola moderna indica semplicemente “succoso”, anche in riferimento all’acqua che queste piante riescono ad immagazzinare all’interno delle loro foglie. 

Queste piante si trovano in genere in zone dove il clima è secco e arido e dove le piogge sono rare, anche se ormai sono diventate le perfette piante d’appartamento praticamente ovunque, anche grazie alle loro forme particolari e ai colori incredibili dei loro fiori.

La struttura delle piante succulente

Le piante grasse presentano foglie spesse e carnose che trattengono acqua e sostanze nutritive durante i periodi di siccità. Le loro strutture radicali sono in genere poco profonde e vicine alla superficie o al suolo per assorbire quanta più umidità possibile. Molti tipi di piante grasse sono dotate di nervature, che permettono loro di espandersi per trattenere più acqua e anche di ridursi per ridurre la superficie esposta al sole. Esistono poi anche numerosi processi chimici interni che possono aiutare la pianta a trattenere l’acqua.

Una caratteristica distintiva dei cactus è un altro modo ancora in cui possono trattenere la loro umidità. Una superficie esterna cerosa, sfocata o spinosa crea un microhabitat di umidità che riduce il movimento dell’aria intorno alla pianta e la aiuta a rimanere fresca e idratata. (Le spine sono anche uno strumento utile, in natura, per proteggere le piante dai predatori e dagli animali.)

Le spine del cactus si formano in gruppi su ciascuna areola, che è una protuberanza spesso di colore scuro sulla superficie della pianta. Le areole sono sviluppate come una sorta di ramo dalla pianta principale. 

Nota bene: è bene sapere che i cactus producono spine derivate dalle foglie, mentre altre piante, come le rose, producono le spine dai loro steli. Alcune piante grasse vengono scambiate per cactus solo perché hanno delle piccole spine, ma le piante possono avere queste caratteristiche senza essere cactus, proprio perché non hanno areole.

I cactus si sono evoluti nel corso degli anni nelle Americhe, dove oggi si possono trovare piante autoctone che si estendono dalla Patagonia a parti del Canada occidentale. Le piante grasse, d’altra parte, sono originarie di tutti i continenti della Terra ad eccezione dell’Antartide. Le piante sono altamente adattabili e possono anche essere epifite, cioè possono crescere su altre piante senza toccare il suolo.

Come prendersi cura delle succulente

Le piante grasse (compresi i cactus) sono eccellenti piante d’appartamento. Quando vengono coltivate in vaso e curate correttamente (secondo la loro famiglia e la varietà alla quale appartengono), richiedono davvero poca manutenzione e sono quindi adatte anche a chi non ha molta dimestichezza con il giardinaggio.

Da ricordare soltanto che l’irrigazione eccessiva e le infezioni sono la principale causa di morte delle succulente. In generale, a loro piace essere lasciate in pace, purché abbiano una luce solare adeguata.

Sebbene i consigli specifici per la cura differiscano a seconda della varietà, la regola più importante quando si tratta di mantenere vive e felici le succulente è assicurarsi che il terriccio sia davvero asciutto prima di annaffiare. Questo di solito equivale a un’annaffiatura alla settimana, ma tutto dipende anche dal drenaggio, dall’umidità, dalla temperatura e dalla luce solare che ogni pianta riceve. Se le foglie iniziano a sembrare mollicce è probabile che la pianta abbia ricevuto troppa acqua.

La maggior parte delle piante grasse e anche dei cactus ama la luce, ma non necessariamente la luce solare deve essere diretta. Se avete cactus e succulente dentro casa assicuratevi di avere vicino finestre grandi e luminose per garantire alla pianta più luce solare possibile. 

Se necessario, spostate le piante per alcune settimane di volta in volta per vedere come si adattano ai diversi livelli di luce solare. Se le foglie iniziano ad allungarsi o assumono un colore pallido, vuol dire che la luce non è abbastanza.

Anche un vaso e un contenitore ben drenanti sono essenziali per la sopravvivenza di qualsiasi cactus o succulenta. Sabbia, pomice, perlite, terriccio o una miscela di uno qualsiasi di questi sono materiali comuni molto usati per piantare in vaso. Considerate anche l’idea di riempire il fondo del vaso con della ghiaia in modo che l’acqua possa defluire dalle radici e dal terreno.

Propagazione delle piante grasse

Le piante grasse, come le altre piante, possono moltiplicarsi tramite i semi. Tuttavia, hanno dovuto adattarsi poiché il vento spesso portava i minuscoli semi lontano dalle aree di coltivazione adatte. La propagazione si riferisce generalmente a un metodo di moltiplicazione da un pezzo della pianta madre. Ci sono diversi modi in cui le piante grasse possono moltiplicarsi, il che può accadere naturalmente o intenzionalmente da chi vuole espandere il numero di piante da coltivare.

La propagazione vegetativa si verifica quando uno stelo o un ramo di una pianta madre viene ripiantato e forma le proprie radici dall’estremità tagliata dopo un paio di settimane.

Questo può accadere anche con singole foglie, che possono germogliare radici senza essere prima ripiantate nel terreno. Entrambi questi metodi richiedono un periodo di guarigione (o callosità) di alcuni giorni perché la pianta possa proteggersi da possibili infezioni dal suolo e dall’acqua prima che le radici possano formarsi. 

La divisione, d’altra parte, è un metodo di propagazione quando la pianta madre produce una piantina figlia vicino alla sua base. La mini pianta sarà indipendente e potrà essere trapiantata dopo due o tre settimane di crescita vicino alla pianta genitore.

Le tipologie di cactus e succulente

Iniziamo dai cactus. I più comuni sono:

  • Opuntia ficus-indica (o fico d’India): è la specie di cactus più conosciuta, diffusa in tutta la zona del Mediterraneo e famosa per i suoi spinati. Ne esistono di diverse specie, rustiche o semi-rustiche;
  • Cleistocactus, arriva dalla Bolivia ed è un cactus con spine e peli molto fitti e sottili, dal colore dorato;
  • Espostoa (E. lanata, E. longispina ecc), è un cactus che in natura cresce sulle montagne delle Ande, si presenta con una fitta rete spine bianche e lanose.
Fico d'India, una specie appartenente alla famiglia dei cactus.

Tra le succulente troviamo invece le Crassulacee, che comprendono diverse specie come la Crassula, l’Echeveria, il Cotyledon, la Pachyphytum e il Sempervivum. Durante la primavera e in estate le crassule e le echeverie si addormentano, non serve annaffiarle e hanno bisogno di ombra.

Le Euforbiacee sono una famiglia molto vasta che comprende specie carnoseo erbacee che possono avere foglie oppure spine. Tra queste ci sono l’Euphorbia milii, la E. obesa e la E. trigona.

Le Mesembriantemacee si compongono di due grandi gruppi: le piante a cespuglio, ideali per il giardino, che hanno foglie carnose e fiori a margherita, come il Dorotheanthus, la Lampranthus, e la Delosperma e le piante da interni come il Lithops, il Conophyton e le Lapidarie. Il loro momento di massima attività è tra settembre e maggio.

L’Aloe appartiene alla famiglia delle Aloacee. Sono piante robuste e ben vigorose e sono abbastanza ingombranti. Hanno foglie grandi, lunghe e carnose, alcune con spine.

Le aloe sono piante provenienti dal Sud Africa e dal Madagascar. In Italia l’attività vegetativa è massima durante l’autunno-inverno, alla luce, con una temperatura compresa fra 10 e 18 °C e con irrigazioni ogni 15 giorni. Il calore eccessivo e la scarsità di luce in casa producono foglie esili e pallide che indeboliscono la pianta.

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