Dare una nuova casa a una pianta, o a un albero ma anche a un arbusto, è sempre un’operazione delicata che richiede un pizzico di impegno. Ecco come fare, per evitare brutte sorprese e per procedere in modo corretto.

Avete coltivato le vostre piante partendo dal seme? Oppure le avete acquistate già pronte al vivaio? Bene, il procedimento è lo stesso: prima o poi arriverà il momento di metterle a dimora!

L’apparato delle radici è fragile e delicato, deve essere maneggiato con cura e, prima cosa da ricordare, non deve restare troppo tempo esposto all’aria.

Dal vaso alla terra

Tutte le piantine, che siano nate in un vaso oppure in una seminiera, vanno messe a dimora solo e soltanto quanto il pericolo gelate è superato – e comunque non prima che la pianta abbia prodotto almeno 4 o 5 foglie vere.

Trapianto dalla seminiera

Se avete usato la seminiera, o qualsiasi altro contenitore per iniziare la coltivazione, bagnate la terra e poi estraete le piante in modo delicato. Vietato afferrare la poverina e tirare con forza verso l’altro! Meglio aiutarsi anche solo con una forchetta per non stressare le piccole radici che devono restare avvolte nella terra durante tutta l’estrazione.

Se avete utilizzato una cassetta potete anche procedere in questo modo: tenete il contenitore ben saldo tra le mani, date un colpetto per terra in modo da staccare bene il terriccio e poi fate scivolare tutto il contenuto.

Trapianto dal singolo vaso

Questa operazione è più semplice, e anche meno stressante, perché si tratta di procedere con piante singole. In questo caso, immergete il vaso per qualche minuto in un secchio d’acqua, fatelo sgrondare e poi capovolgetelo tenendolo fermo dal fusto, mentre con l’altra mano estraete il contenuto.

Se avete coltivato all’interno di contenitori alveati non c’è bisogno di bagnare la terra: basterà premere con un mano contro le pareti e contro il fondo di ogni alveolo per lasciare uscire la pianta.

Da vaso a vaso

Una pianta in vaso, ebbene sì, cresce in una situazione forzata e per questo motivo a questa tipologia di pianta bisogna dedicare, se possibile, maggiori cure e attenzione.

Il rinvaso è un intervento indispensabile, si pratica ogni 3-4 anni, e serve un contenitore che sia più grande del precedente di almeno 5 cm. In questo modo la pianta avrà spazio a sufficienza per continuare a sviluppare il suo apparato radicale.

La scelta del contenitore

Per quanto riguarda la forma, tradizionalmente si usano i vasi tondi, ma, a parità di diametro, quelli quadrati contengono una maggiore quantità di terriccio. Quanto al materiale, i più comuni sono di plastica o di terracotta, che presentano caratteristiche di durata e funzionalità diverse.

Vasi di plastica: sono leggeri e quindi più agevoli da spostare; sono economici, facili da pulire, impermeabili, per cui il terriccio si asciuga lentamente. Difetto: con il tempo possono deteriorarsi.


Vasi di terracotta: sono pesanti e stabili, quindi perfetti per piante di grandi dimensioni con una chioma molto espansa; sono costosi ma decorativi; sono porosi, per cui consentono alle radici di respirare, ma richiedono annaffiature più frequenti. Si possono spaccare con il gelo.


Vasi di altri materiali: oltre a quelli di plastica e terracotta, il mercato offre oggi un’ampia gamma di vasi, ciotole e cassette nei materiali più diversi (dalla graniglia al legno trattato, fino alla fibra di vetro).

Come si procede

Si comincia con il predisporre sul fondo del vaso, in corrispondenza del foro di sgrondo, uno strato di drenaggio (cacci, ghiaia o argilla espansa). Quindi si aggiunge un po’ di terriccio, comprimendolo leggermente.

A questo punto bisogna estrarre la pianta dal vecchio vaso. Se il vaso è di plastica, basta coricarlo orizzontalmente e premerlo su tutta la superficie in modo che terra e radici si distacchino dalle pareti.

Se il vaso è di terracotta, o di altro materiale rigido, e di piccole dimensioni, capovolgetelo su una mano, trattenendo tra le dita pianta e terriccio, appoggiate il vaso sullo spigolo di un tavolo e, tenendolo con l’altra mano, date tanti colpetti finché la pianta non esce.

Nel caso in cui il contenitore sia di medie o grandi dimensioni, bagnate bene il terriccio, coricate il vaso per terra e fatelo ruotare finché terra e radici di distaccano dall’interno.

Se il vaso è di plastica, battete leggermente le pareti mentre lo fate ruotare; poi afferrate il fusto alla base e tirate. Potete aiutarvi spingendo il blocco di terra con un bastoncino infilato nel foro di drenaggio. Una volta estratto il pane di terra, potete approfittarne per tagliare le radici vecchie o malate, o per districare quelle periferiche eventualmente aggrovigliate. Sistemate la pianta al centro del nuovo contenitore e riempite gli spazi vuoti con il terriccio.

Ricordate: il livello della terra deve trovarsi a non più di 2-3 cm sotto il bordo del vaso.

La zollatura

Ogni 4 o 5 anni è consigliabile, prima di procedere al rinvaso, eseguire una operazione che serve a rinnovare l’apparato delle radici: la zollatura.

Questo passaggio consiste nell’eliminare lo strato esterno della zolla (il cosiddetto “feltro”), piena di capillari affastellati, che hanno perso vitalità, acqua, ossigeno e sostanze nutritive, bloccate dal feltro, e non arrivano o penetrano con difficoltà all’interno della zolla.

La zollatura va eseguita a fine inverno nelle piante che non devono fiorire a breve e dopo la fioritura per quelle che sbocciano in modo precoce.

All’inizio, si procede proprio come per il rinvaso.

Se il contenitore ha un diametro di 50 cm, lo si corica sul terreno, si sfila la pianta e si riduce la zolla tagliandola lungo i bordi. Se il vaso è molto grande si può eseguire la zollatura senza estrarre la zolla.

Quali strumenti servono?

Avete mai sentito parlare di trapiantatoio? Ebbene sì, esiste uno strumento che ha questo nome: ha l’aspetto di una paletta con un lama incurvata e serve e s infila nel terreno per aprire una buca nella terra dove si andrà a inserire la piantina.

Un altro attrezzo che può esservi utile è il foraterra, conosciuto anche con il nome di cavicchio. Questo strumento ha l’impugnatura a forma di angolo retto, si infila nel terreno e quando si è estrae farà spazio al buco dove potrete inserire la pianta.

Dopo il trapianto

Dopo la messa a dimora, si sistema e si comprime leggermente il terreno per evitare sacche d’aria; attenzione al colletto, che è il punto d’incontro tra la parte aerea e l’apparato radicale.

Per esempio, se pressando la terra lo danneggiate, la pianta ne soffre; meglio allora lasciare un po’ di terra smossa, che poi si assesterà da sola.

Finito il trapianto, si bagna in modo abbondante con un annaffiato a doccia sottile; non è necessario ombreggiare, a meno che non ci siano temperature elevate e un sole molto forte.

Nel caso delle piante erbacee da fiore, annuali, biennali o perenni, quando le piante hanno attecchito e avranno emesso le nuove foglioline, si può intervenire con una cimatura verde: basta pizzicare le piante con le mani per rimuovere l’apice dello stelo fiorale. Questa operazione stimola le gemme che inizieranno a produrre nuovi steli da fiore.

L’impianto di alberi e arbusti

Gli arbusti che si acquistano nei garden o nei vivai si possono trovare: a radice nuda (cioè con tutto l’apparato radicale “a vista’, ossia senza traccia di terra attorno); in zolla (con un pane di terra, o zolla, nel quale sono contenute le radici); in vaso (cioè nel contenitore in cui l’arbusto è stato allevato).

Prima di analizzare in dettaglio, caso per caso, come procedere con l’impianto, soffermiamoci prima su un’operazione preliminare di sostanziale importanza per il successo dell’operazione.


Lo scavo della buca

La buca dovrà essere grande almeno una volta e mezzo più della zolla. Se il terreno sul fondo si presentasse troppo compatto, rompetelo con la vanga e quindi ricopritelo con uno strato di materiale di drenaggio (argilla espansa, ghiaia) di circa 10 cm di spessore, per evitare ristagni d’acqua. Su questo disponete prima uno strato di concime, che darà sostegno alla pianta nella fase di ambientamento e di ripresa vegetativa, e poi uno strato di terra.

Adesso potete procedere con la messa a dimora.

Arbusto a radice nuda

Formate sul fondo della buca una sorta di cumulo di terra sul quale appoggiare le radici. Versate la terra e mantenete il colletto a circa 10 cm al di sopra del livello del suolo.

Arbusto in zolla

Preparate la buca, formate un piccolo cumulo di terra, appoggiate la zolla, che avrete prima lasciato a bagno, riempite la buca, ricompattate il terreno e annaffiate.

Arbusto in vaso

Bagnare la terra, estrarre le zolle e procedete all’impianto.

Arbusto in terra

Annaffiate intorno alla base della pianta, scavate una buca di circa 30 cm e indirizzate lo scavo verso il centro in modo da creare un semicerchio.

Trapiantare un albero

Gli alberi più giovani vengono venduti in genere in vaso, mentre gli esemplari adulti si trovano in zolla. La messa a dimora, in questo caso, non è qualcosa che si può risolvere con il fai da te, ma richiede l’intervento di un esperto.

In ogni caso, prima di procedere il consiglio è quello di ancorare l’albero in modo che il vento non lo inclini, per almeno due stagioni vegetative consecutive.

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