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Come coltivare il glicine

Il glicine è una pianta rampicante resistente e molto scenografica. Ecco tutto quello che dovete sapere per coltivarla al meglio e per prendervene cura nel modo corretto.

Per prima cosa, il glicine è un arbusto di tipo ornamentale ed è una rampicante: la pianta di glicine riesce ad arrampicarsi su qualsiasi sostegno

Il glicine è uno tra gli arbusti ornamentali più belli e diffusi al mondo. La sua capacità di arrampicarsi su qualsiasi tipo di sostegno e la sua tipica fioritura a grappolo lo rendono una delle piante più affascinanti in assoluto.

Si tratta di una pianta di grande impatto estetico, che si presta molto bene per decorare pergolati ma anche balconi, terrazzi, muri e colonne in giardino.

coltivare glicine

Piante di glicine: descrizione

Il glicine viene definito una rampicante decidua che produce bellissimi fiori raccolti a grappoli, molto profumati e colorati nelle tonalità del rosa, del bianco, del viola e del lilla. Arriva dalla Cina, dal Giappone e dal nord America ed è una pianta è una leguminosa, vigorosa e rustica quanto basta che appartiene al genere Wisteria, che si riconduce alla famiglia delle Fabacee.

Le foglie sono piccole, ovali oppure lanceolate a seconda dei casi e sono coperte da un leggero strato di peluria che poi scompare nel corso del tempo. I frutti, della lunghezza di circa 15 centimetri, hanno un aspetto molto simile ai fagioli.

Proprio come la vite, il glicine ha un fusto flessibile che ha bisogno di un sostegno per poter crescere bene

Tra le specie più comuni di glicine, c’è la Wisteria sinensis, che è originaria della Cina ed è anche conosciuta come glicine comune, e c’è anche la Wiseria floribunda, proveniente invece dal Giappone.

La prima specie raggiunge grandi dimensioni, anche più di 30 metri di altezza, è robusta e fiorisce ad aprile e a maggio. La seconda invece ha dimensioni più contenute e fiorisce più tardi, tra maggio e giugno.

Glicine, coltivazione

Il glicine è una pianta abbastanza facile da coltivare. Ci sono però alcuni accorgimenti che è importante avere, soprattutto nella fase successiva all’impianto. La pianta può essere coltivato in vaso o anche in piena terra, ma è bene tenere presente che si tratta di una pianta vigorosa, che tende letteralmente “ad allargarsi”.

Entro qualche anno, il glicine può raggiungere con facilità anche uno sviluppo di 30 metri sia in altezza che in larghezza, mentre per quanto riguarda le sue radici sono talmente robuste da riuscire sollevare marciapiedi o danneggiare i muri. Ebbene sì.

Quindi, prima di piantare un glicine in piena terra , considerate sempre che si tratta di una pianta che si sviluppa molto e avrà bisogno di uno spazio consono.

Per evitare che le radici possano fare danni, potete sistemare un foglio di plastica nella direzione in cui non volete che attecchiscano: in questo modo saranno costrette a prendere altre direzioni.

Glicine: l’impianto

Il glicine che si trova nei vivai si ottiene per talea, oppure per innesto o ancora può essere germogliato a partire dal seme. Nel caso in cui si parta dal seme, la pianta impiegherà circa 10 anni per fiorire. A volte questo metodo viene utilizzato perché è a tutti gli effetti il più economico e più semplice, a differenza della talea che richiede un impegno maggiore, però ecco…se desiderate subito la vostra pianta fiorita è meglio evitare!

C’è poi l’innesto, che è decisamente più difficile e per questo motivo viene eseguito solo nei vivai specializzati. Prima dell’acquisto, quindi, è bene rivolgersi a un esperto di vostra fiducia e informarvi sul modo in cui è stato impiantato il glicine.

Con l’impianto, il glicine si mette a dimora durante tutto l’anno, anche se il periodo migliore per farlo è l’autunno o l’inverno, il tutto entro il mese di marzo.

Si scava una buca del diametro di almeno 60 centimetri, con un fondo di ciottoli e di argilla espansa, si unisce al terreno del letame e 300 grammi di concime a lenta cessione. Poi bisogna irrigare abbondantemente, accertandosi che la zolla trapiantata dal vaso sia effettivamente bagnata.

Se invece decidete di coltivare il glicine in vaso, dovete procurarvene uno che abbia una larghezza di almeno 60 cm e sia bene profondo. Dopo un po’ la pianta divorerà tutta la terra a sua disposizione e bisognerà intervenire, dal momento che il glicine non avrà più a disposizione sostanze organiche e acqua per svilupparsi al meglio.

Circa un terzo delle radici va esportato e la pianta si pota in modo che l’apparato radicale sia sufficiente a nutrirla. Poi si versa del nuovo terriccio e si rinvasa, legando il glicine al suo sostegno. Dopo qualche anno, in ogni caso, il glicine andrebbe messo a dimora in piena terra.

glicine fiori lilla

L’esposizione

Il glicine ama un’esposizione in pieno sole, ma può tollerare anche le posizioni a mezz’ombra e ombreggiate. In questi casi, però, la fioritura sarà più rallentata e meno generosa rispetto a una pianta più esposta i raggi del sole. Quindi diciamo che la soluzione ideale è sistemare la pianta in un posto soleggiato.

La tipologia di terreno

Il terreno ideale per il glicine è fresco, morbido e ricco di materiale organico. Il glicine non sopporta invece i terreni calcarei perché le sue radici faticano ad assorbire il ferro di cui sono ricchi.

Se così fosse, il glicine può prendere la clorosi fogliare, che non è una vera e propria malattia ma pouttosto una fitopatia che si rende gialle le foglie. Per debellarla del tutto bisogna distribuire nel terreno del solfato di ferro e zolfo, in quantità di 50 e 100 grammi per ogni metro quadrato.

Le annaffiature

Dopo la messa a dimora, il glicine va innaffiato in modo abbondante. Poi potrete annaffiare di meno, ma all’inizio c’è bisogno di grandi quantità di acqua. Se la pianta si trova in piena terra e se la stagione è fresca, basterà l’acqua piovana. Se invece il glicine è piantato in vaso, dovrete annaffiare circa ogni 2-3 settimane.

La quantità d’acqua necessaria varia anche in base alla stagione e all’età della pianta. In estate, serviranno irrigazioni più frequenti, così come sarà necessario annaffiare in modo più abbondante le piante più piccole.

Glicine, concimatura

Nei suoi primi due o tre anni di vita, il glicine va concimato in modo abbondante con fertilizzanti che siano ricchi di azoto, fosforo e potassio.

In seguito invece è molto importante eliminare l’apporto di azoto, dal momento che questa pianta, come del resto tutte le leguminose, riesce a produrre da sola questo elemento grazie a un rapporto simbiotico con alcuni batteri dell’azoto che sono presenti nell’apparato radicale.

Potatura del glicine

Quando potare il glicine? Andiamo a rispondere subito a questa domanda cruciale.

Per avere un bel risultato gradevole e armonico, dovrete potare il glicine due volte l’annoalla fine dell’inverno, entro il mese di febbraio, e poi durante l’estate.

Come si pota il glicine: potatura glicine inverno

La potatura invernale si effettua quando il glicine ha perso tutte le foglie: in questo caso bisogna accorciare i rami che hanno almeno un anno di età, lasciando solo 4-5 gemme. Eliminate anche i rami secchi, quelli malati o danneggiati e gli eventuali polloni.

Potatura glicine estiva

In estate potete procedere con una potatura leggera, che serva per lo più a contenere la piante, in modo da favorire lo sviluppo vegetativo e renderlo più ordinato e armonico.

Malattie glicine

Come abbiamo detto poco fa, il nemico più comune per il glicine è la clorosi, che provoca l’ingiallimento delle sue foglie quando manca la clorofilla. Oltre ai danni estetici, questa condizione provoca anche problemi di carattere strutturale, sia in termini di crescita ma anche di fioritura.

La clorosi può essere anche provocata dalla presenza di calcinacci nel suolo e non solo da terreni poco calcarei: ecco perché è sempre importante controllare il suolo e, in caso, bonificare.

Anche il ragno rosso può colpire il glicine, come l’afide nero, lo oidio e la carie del legno. Se la pianta è colpita dal ragno rosso, il suo aspetto appare bruciato, ma in genere l’arrivo dell’inverno risolve il problema naturalmente. Se l’attacco è particolarmente forte dovrete applicare un prodotto specifico.

L’afide nero invece attacca solo le piante più giovani e anche in questo caso esiste un prodotto apposito.

L’oidio, conosciuto anche come mal bianco, si manifesta invece con la comparsa di macchie bianche sulle foglie. Ma in genere questa malattia fungina non provoca alcun danno e non è necessario intervenire.

Nel caso della carie del legno, riscontrerete dei funghi all’interno del tronco della piante. In questo caso dovrete rimuovere il legno morto e applicare un prodotto funghicida che potete facilmente trovare in commercio.

La moltiplicazione

Esistono diversi modi per moltiplicare il glicine, come detto prima, e quello più semplice è la riproduzione per talea, che deve essere di almeno 10 centimetro e richiede di intervenire in estate, da luglio a settembre.

Si prende la talea e si sistema in un terriccio ricco di torba e sabbia, per permettere la formazione di un buon apparato radicale. Quando le radici saranno grandi, potrete mettere a dimora nel terreno.

Glicine significato e linguaggio dei fiori

Il linguaggio e la simbologia dei fiori è uno degli aspetti più affascinanti del giardinaggio che ci permette di scoprire quali sono i significati associati alle piante. In oriente, per esempio, il glicine rappresenta la coscienza umana che si sviluppa e si espande nel mondo. Nel linguaggio dei fiori, inoltre, il glicine rappresenta la riconoscenza e l’amicizia.

E voi? Avete mai pensato di coltivare il glicine per abbellire il giardino o il vostro pergolato?

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