La natura detta le sue regole e noi, se vogliamo coltivare l’orto con buoni risultati, non possiamo fare altro che rispettarle. In altre parole, a ogni stagione il suo ortaggio, e l’autunno ci riserva delle sorprese molto interessanti. Per esempio, tra poco è tempo di aglio!

Sì, perché questo ortaggio (ebbene sì, l’aglio è un ortaggio) si comincia a seminare in inverno o nel periodo che precede di poco la primavera. In cucina si usa in mille modi diversi e tutti sanno che l’aglio ha delle ottime proprietà benefiche. Quindi, se siete ancora titubanti, basta pensarci: è tempo di coltivare l’aglio!

La botanica ci dice che il suo nome è Allium Sativum e le sue caratteristiche sono piuttosto semplici. Parliamo di una pianta erbacea, perenne, che sin dall’antichità era conosciuta soprattutto in Asia. L’aglio si riproduce tramite piccoli bulbi che si ottengono dalla divisione degli spicchi e il suo fiore è molto bello da vedere. Il bulbo è custodito da una sottile protezione che al suo interno può racchiudere un numero variabile di spicchi. Ogni bulbo racchiude al suo interno una piccola gemma, che a sua volta può generare una nuova pianta!

La semina dell’aglio

L'aglio è una pianta abbastanza spartana per il resto e cresce molto bene anche in terreni sabbiosi e in condizioni climatiche particolarmente fredde

Partiamo dal fattore più importante: il terreno! Per coltivare delle belle piante di aglio occorre il terreno giusto, che in questo caso è un terreno leggero e privo di ristagni di acqua (nemici dell’aglio). L’aglio è una pianta abbastanza spartana per il resto e cresce molto bene anche in terreni sabbiosi e in condizioni climatiche particolarmente fredde. L’unico accorgimento per quanto riguarda il terreno è il ph: meglio se è compreso tra 6 e 7, quindi lievemente acido.

Il concime è sempre una buona idea, ma nel caso dell’aglio sappiate che questa pianta non ne ha molto bisogno e che, anzi, abusare con il concime nel terreno dove piantate l’aglio potrebbe davvero essere controproducente.

Per far crescere una pianta di aglio dovete piantare i vostri spicchi, che otterrete dividendo la capocchia in più parti, direttamente all’interno del terreno, meglio se con la punta sempre rivolta verso l’alto. Il momento migliore per questa operazione è novembre, oppure febbraio, nel mese che precede la primavera. In ogni caso, sappiate che dal momento della semina passeranno circa 5 mesi per poter raccogliere i vostri frutti (sì, è vero, è un po’ tanto ma con la natura ci vuole pazienza).

Durante la semina, cercate di mantenere la giusta distanza: circa 20 cm tra una fila e l’altra. Se avete a che fare con un terreno particolarmente argilloso, controllate sempre che l’acqua non ristagni perché questo potrebbe essere un problema per la crescita della pianta.

Alcune varietà d’aglio, in base alla tipologia che scegliete, presentano anche la parte floreale. In questo caso, questa parta andrà tagliata perché altrimenti il bulbo non si svilupperà nel modo corretto.

Per gli appassionati di cucina, una piccola chicca: quando tagliate questa parte, non buttatela via: è ottima per condire la pasta oppure da consumare da sola, semplicemente saltata in padella e poi condita. Come sempre, la filosofia è la stessa: non si butta via niente!

La pianta dell’aglio non ha bisogno di molta acqua. Di solito, è sufficiente l’acqua piovana a garantire il giusto livello di irrigazione, ma durante l’estate potrebbe essere necessario un rinforzo d’acqua, soprattutto durante i periodi più caldi. Ricordate però che quando il bulbo si sviluppa non dovrete più annaffiare la pianta. Questo vi permetterà di evitare marciumi.

Abbiamo detto che dopo 5 mesi l’aglio è pronto per il raccolto. Ma come si capisce che è arrivato il momento giusto? Molto semplice. Dovrete controllare che il gambo si pieghi: se questo avviene significa che gli scambi di clorofilla tra il bulbo e le foglie sono completati  e che l’aglio è pronto per essere rimosso dal terreno.

Al momento del raccolto l’aglio sarà molto fresco, quindi il passaggio successivo da compiere è farlo asciugare all’aria aperta, meglio se a contatto con il sole, per circa due giorni. Dopodiché siete pronti per conservarlo, in un luogo fresco e asciutto e al riparo da muffe.

Se coltivate l’aglio nel vostro orto, sappiate che questa pianta è un’ottima vicina di casa per altre coltivazioni, come il sedano, il cavolo, le carote e l’insalata. Il segreto è fare ruotare l’aglio ed evitare di piantarlo sempre nello stesso punto.

Le varietà di aglio

In natura esistono diverse varietà di aglio, ognuna con le sue proprie caratteristiche.

In natura esistono diverse varietà di aglio, ognuna con le sue proprie caratteristiche.

Aglio bianco

Questa varietà è la più comune, la più produttiva e per questo motivo è la più coltivata. L’aglio piacentino, quello con la capocchia di grandi dimensioni, è il più diffuso di questa varietà.

Aglio rosa

Tipico della zona di Agrigento e di Napoli ha un gusto delicato, ma il lato negativo è che si conserva molto poco. Per questo viene coltivato solo per essere consumato fresco.

Aglio rosso

Questa varietà di aglio ha un gusto piuttosto forte. Ha la buccia rossa e molto famoso è quello di Sulmona.  A Trapani si coltiva anche l’aglio rosso di Nubia, famoso in tutto il mondo per il suo gusto intenso.

Le malattie dell’aglio

Veniamo alla nota dolente: le malattie che possono colpire l’aglio.

Peronospora

Si riconosce perché le foglie si ricoprono di un brutto colore grigiastro. Ma c’è una buona notizia: questo parassita si previene con il rame.

Ruggine

Questo fungo si riconosce dalle macchie giallastre sulle foglie. Anche in questo caso, la malattia si previene usando il rame.

Fusariosi

Il fusarium è uno dei funghi più diffusi, colpisce diverse piante e purtroppo nemmeno gli ortaggi ne sono risparmiati.

Marciume dei bulbi

Un po’ è dovuto ai ristagni d’acqua, ma la causa potrebbe essere anche la presenza di funghi.

Mosca dell’aglio

Questi insetti depositano le loro uova nei bulbi e poi cominciano a mangiare tutta la parte interna aprendo la strada a virus e batteri di vario genere. Purtroppo la mosca dell’aglio si riproduce per diverse generazioni, anche se la più nociva è la prima.

Qualche curiosità sull’aglio

'aglio è una pianta semplice da coltivare, non richiede particolari attenzioni e, a meno che non venga attaccata da funghi e parassiti, garantisce un buon raccolto entro i 5 mesi successivi

Come avete visto, l’aglio è una pianta semplice da coltivare, non richiede particolari attenzioni e, a meno che non venga attaccata da funghi e parassiti, garantisce un buon raccolto entro i 5 mesi successivi. Se siete principianti, quindi, l’aglio è l’ortaggio perfetto da cui partire. Poi, per fare pratica ci sarà tempo!

Del resto, non siamo né i primi né gli ultimi a coltivare l’aglio, che era già conosciuto ai tempi dell’antico Egitto ed è sempre stato considerata un’arma letale dalla superstizione popolare che lo vedeva come l’unico strumento in grado di scacciare streghe e vampiri.

Oggi sappiamo che l’aglio è un buon antisettico che combatte i batteri, è un alimento che diventa un ottimo alleato per ridurre il colesterolo in modo naturale e per combattere l’ipertensione. L’aglio è anche un alimento antiossidante che combatte i radicali liberi e da sempre è considerato un antibiotico naturale.

Insomma, che cos’altro vi serve per convincervi a cominciare a coltivarlo? E se l’orto non ce l’avete, nessun problema: potete coltivare l’aglio anche in giardino. Basta semplicemente adibire un piccolo pezzo di terra a coltivazione, controllare la composizione del terreno e…cominciare!

Le informazioni che servono le avete tutte e il periodo è quello giusto perché novembre si sta avvicinando!