Chi ha detto che per coltivare piante e radici serve necessariamente avere il fantomatico pollice verde? Ognuno di noi, servendosi di acqua, pazienza e dedizione, può divertirsi a coltivare qualsiasi cosa gli torni utile in cucina o altrove. Come, per esempio, lo zenzero. Farlo crescere è molto più semplice di quanto si pensi e, una volta sviluppato, diviene una sorta di jolly tuttofare. Quello che vi servirà per piantarlo correttamente sono, ovviamente, le radici di zenzero; delle cesoie o un coltello; un terreno ricco unito a un buon fertilizzante e dei vasi di plastica se decidete di non piantarlo in giardino.

È IL MOMENTO DI PIANTARE LO ZENZERO

radice di zenzero

Innanzitutto – come, del resto, qualsiasi vegetale – è necessario iniziarne la coltivazione nel periodo giusto. Lo zenzero è una radice proveniente da climi tropicali, favorisce l’umidità e il calore, perciò è opportuno aspettare la fine dell’inverno e l’inizio della primavera per piantarlo. In Italia di umidità ne abbiamo in abbondanza, specie al centro-nord, ma se abitate in una regione dal clima più secco non datevi per vinti: basterà che lo teniate al chiuso.

Mai cadere nell’errore comune di pensare che di zenzero ce ne sia un solo tipo! Quando si decide di coltivare qualsiasi cosa, bisogna anche ricordarsi di scegliere quale varietà si vuole tenere in casa. Nel nostro caso, se l’utilizzo è puramente ornamentale e non amate dolci o altre pietanze allo zenzero, potete scegliere tra una varietà piuttosto ampia di radici che regalano spesso fiori grandi e colorati ma, attenzione: il più delle volte non sono commestibili.

Se invece siete ben sicuri che tra gli utilizzi di questo vegetale c’è anche quello gastronomico, buttatevi sul classico Zingiber Officinale che è anche il più facile da trovare (nei negozi di alimentari; gli altri tipi solitamente vanno acquistati in un vivaio). Questo articolo si soffermerà sulla coltivazione dello zenzero comune da cucina, ovvero lo Zingiber Officinale. Le coltivazioni non cambiano così tanto tra le diverse varietà del vegetale ma se, comunque, volete stare sicuri per coltivare un altro tipo di zenzero cercate delle guide specifiche.

In ogni caso, qualsiasi sia la vostra scelta, cercate radici – o rizomi, in gergo tecnico – che non presentino rugosità e abbiano un aspetto pieno, e che mostrino dei piccoli punti di un verde intenso alle estremità delle loro “ramificazioni”. Comprate biologico se volete stare sicuri che cresca senza problemi, perché solitamente i rizomi venduti al supermercato hanno subito processi chimici che ne fermano la crescita.

Pronti a partire! Iniziamo con un esercizio…. Facoltativo. Sì, perché se avete intenzione di far crescere non uno, ma più esemplari allora prima di piantare il vostro zenzero, dovrete tagliarlo con un coltello o delle cesoie sterilizzati in “fette” che vadano dai 2 centimetri e mezzo ai circa 4. Ricordate i piccoli punti verde intenso di cui sopra? Bene: è fondamentale che ogni fetta ne abbia almeno uno per potersi sviluppare e diventare una pianta. Se ne ha 3 o anche di più, aumentano di molto le probabilità che germogli.

Una volta divisa la radice originale in tanti pezzi quanti esemplari desiderate, lasciateli qualche giorno in un ambiente asciutto. In questo modo le varie incisioni fatte potranno rimarginarsi, producendo una sorta di escrescenza che protegga il tubero da infezioni e malattie.

Ora è il momento di preparare il terreno. Anche stavolta non bisogna lasciare niente al caso: il suolo che preparate per piantarci lo zenzero deve avere una buonissima qualità. Questa viene data dal mescolamento del terriccio da giardino – classico, lo trovate ormai anche al supermercato – con la stessa quantità di compost; e deve essere molto ricco, con scarsa presenza di argilla. In caso contrario, provvedete a comprarne un più adeguato. Per osservare meglio la coltivazione, eventualmente essa può essere iniziata riempiendo un vassoietto con dello sfagno – una sorta di muschietto – o fibra di cocco, perché sono due sostanze che impediscono alla pianta giovane di morire prematuramente. Una volta nate le prime foglie, poi, la radice dovrà essere trapiantata nel terreno: ricordate che tutto questo è traumatico per il vegetale e potrebbe comprometterne la crescita.

Sempre riguardo al terreno, lo zenzero cresce bene in suoli acidi. L’acidità convenzionalmente viene misurata in pH (per verificare il livello potete tranquillamente usare delle cartine tornasole, acquistabili nei centri di giardinaggio). Se constatate che il pH del vostro terreno è basso, e quindi il suolo è alcalino, cercate allora di portarlo a un valore di 6,1-6,5.

Anche la posizione in cui lo zenzero cresce non va sottovalutata. Innanzitutto, dovete decidere se farlo crescere in giardino, vicino ad altre piante, o in un vaso. Se avete scelto la prima delle due opzioni, badate bene di metterlo lontano dalle radici di piante più grosse; se invece lo piantate in un vaso, questo deve essere preferibilmente in plastica – così potete applicare dei fori sulla base per il drenaggio corretto dell’acqua – e profondo almeno 30 cm. In entrambi i casi, comunque, sappiate che la radice preferisce un ambiente parzialmente in ombra o una zona esposta al sole solamente al mattino. Se poi non ha ancora germogliato, la temperatura del suolo deve rimanere non sotto i 22 gradi e non deve essere superiore ai 25; il luogo poi deve essere protetto dall’umidità (ma questo non corrisponde a una palude!) e dal vento. Farlo crescere solo in ombra, a meno che non viviate in zone tropicali, significa che potenzialmente il rizoma non crescerà perché sarebbe troppo freddo.

E adesso piantate il vostro zenzero! Fate attenzione a interrare ogni fetta tra i 5 e i 10 cm di profondità, controllando che il terreno non sia fermo ma ben smosso e che i germogli puntino in alto. Qualora piantaste più pezzi su una stessa riga, essi vanno posti a una distanza reciproca di 20 cm. Se siete tra coloro che li piantano in un vaso, mettetene 2 o 3 fette in un recipiente con un diametro di 35 cm. 

CURARE LA RADICE

radice di zenzero

Ora che lo zenzero è nel terreno, non va certamente abbandonato. Infatti, appena la radice è stata interrata provvedete a bagnare poco il suolo. Questa operazione dovrete compierla ogni giorno, e la terra va annaffiata quando sta per tornare completamente asciutta, ma non quando lo è già. Se il terriccio è zuppo e troppo bagnato, la pianta marcirà per cui cercate di migliorare il drenaggio se vi accorgete che non defluisce rapidamente o, eventualmente, riducete la quantità di acqua.

Se la pianta non cresce in pochi giorni, non preoccupatevi! Essa infatti si sviluppa più lentamente in zone non tropicali, per cui continuate a innaffiare la pianta e aspettate qualche settimana prima di arrivare alla triste conclusione che qualcosa è andato storto. Quando vedrete spuntare le gemme, gioite ma non distraetevi e continuate a prendervene cura allo stesso modo. Vi starete chiedendo se vada fertilizzato, ogni tanto. Non necessariamente, se il terreno è ricco. Qualora vi accorgeste, però, che si è impoverito o voleste comunque mantenerlo di una buona qualità, aggiungete una volta al mese un fertilizzante completo in forma liquida.

Se lo zenzero non è piantato in un vaso, ma all’esterno in giardino, facoltativamente una volta che ha germogliato potete circondarlo con un insieme di foglie secche e rametti per tenere alla larga erbacce infestanti, che rallentano la crescita della radice. Tale operazione non è più facoltativa ma necessaria nei mesi più freddi, quando la temperatura del terreno raggiunge i 10 gradi.

infuso di zenzero

A fine estate, invece, quando man mano diviene meno caldo, gli steli dello zenzero assumono una colorazione giallognola: in questo caso l’irrigazione va ridotta, e completamente interrotta quando muoiono. Non temete se per i primi due anni il tubero non fiorisce, è assolutamente nella norma. Preparatelo bene per l’inverno: non vivendo in un clima tropicale, fareste meglio a tenerlo al chiuso quando fa freddo, ponendolo in un ambiente caldo e asciutto

Non abbiate fretta di raccogliere il vostro zenzero! Esso, infatti, ha un sapore decisamente più intenso se lasciato sviluppare in terra. Aspettate di estrarre la radice solo dopo almeno 8 mesi che lo avete piantato e solo quando gli steli sono morti. E non preoccupatevi di “uccidere” la pianta: basta che lasciate alcuni di quei famosi punti verdi sulle radici che non usate, per poterle piantare nuovamente. Lo zenzero più giovane può essere raccolto anche dopo 3-4 mesi, per farne magari dei sottaceti. In questo caso, fate attenzione perché si ammacca facilmente. E, soprattutto, quando tagliate la pianta, assicuratevi che il coltello sia disinfettato.