Cari amanti delle orchidee, oggi parliamo di un argomento un po’ spinoso, un problema comune ma di facile soluzione se sappiamo come fare: rinvasare l’orchidea nel modo giusto, senza farle del male, senza ucciderla e per farla fiorire più bella e più forte di prima.

Tante volte vi abbiamo detto che il segreto per coltivare bene l’orchidea è tutto nel giusto equilibrio tra acqua e luce del sole. Non sempre ci riesce bene coltivare le orchidee, è vero, a volte è colpa nostra ma altre no, perché tutto dipende da molti fattori, ma una cosa è certa: quando si tratta di rinvaso allora sì, che dipende tutto da noi. Da un buon rinvaso, insomma, dipende la vita futura dell’orchidea.

E quindi ora è arrivato il momento del rinvaso, un’operazione che fa sempre un po’ paura per quanto riguarda le altre piante e incute particolarmente timore quando si tratta dell’orchidea, considerato uno dei fiori più delicati in assoluto.

Ma niente paura, eccoci qui pronti con alcuni suggerimenti per aiutarvi a a rinvasare correttamente l’orchidea senza ucciderla. Ecco allora come fare, quali sono gli strumenti che occorrono e, per finire, anche un piccolo e valido consiglio che dimostra come i rimedi naturali, a volte, siano davvero molto efficaci.

Un'orchidea dopo il rinvaso, procedimento molto importante per il benessere della pianta.

Come si fa a sapere quando è il momento di rinvasare l’orchidea?

Prima domanda e prima risposta: il segno che è ora di rinvasare l’orchidea è dato dalle radici: quando le radici cominciano a diventare bianche… è arrivato il momento! Le radici diventano bianche perché l’intero apparato delle radici è diventato troppo grande rispetto al vaso e la pianta ha bisogno di nuovo spazio. Se le radici dell’orchidea stanno iniziando a marcire, questo è un altro segno della necessità di rinvaso: ciò significa che il materiale in eccesso non scarica più correttamente a causa del vaso troppo piccolo.

Quando si rinvasa l’orchidea

Il momento ideale per rinvasare l’orchidea è subito dopo che ha finito di fiorire, quando vedete che inizia a comparire la nuova crescita.

Non c’è un periodo migliore di un altro per rinvasare l’orchidea: questa operazione va fatta se il vaso è ormai troppo piccolo e le radici non hanno più spazio vitale (e questa è una cosa che potete facilmente verificare a occhio). Ma cosa molto importante: il rinvaso diventa indispensabile quando il substrato mostra evidenti segni di deterioramento.

Se invece il problema invece è soltanto lo spazio, potete anche asperrare che l’orchidea smetta di fiorire, come abbiamo detto prima. Considerate che per le orchidee che hanno uno sviluppo regolare e una fioritura ben scandita nel tempo, come le orchidee Phalaenopsis, il momento migliore per procedete con il rinvaso è sicuramente la primavera, mentre per le orchidee che hanno una crescita che non è costante o hanno periodi di fioritura diversi, come le orchidee Cymbidium, in questo caso bisogna aspettare che le piante smettano di fiorire, e questo può accadere in qualsiasi stagione.

Materiali di cui avrete bisogno:

  • Il nuovo vaso per l’orchidea (scegliete uno che abbia un diametro maggiore di 2,5 cm rispetto al vaso attuale)
  • Terriccio specifico
  • Contenitore da giardinaggio
  • Forbici

Step n. 1: la preparazione

Per prima cosa dovrete preparare il mix di terriccio: sistemate la quantità che userete nel contenitore e copritelo con dell’acqua calda. Lasciate che questa miscela raggiunga la temperatura ambiente e poi scolate l’eccesso.

Anche le orchidee sono molto sensibili alle malattie, quindi assicuratevi di sterilizzare tutto ciò che entrerà in contatto con la pianta e le radici durante il processo di rinvaso: è molto importante!

Scegliere il giusto terriccio è molto importante perché le orchidee crescono in un ambiente ricco e specifico, che si compone di diversi substrati che servono a favorire e a proteggere la giusta ramificazione della pianta. Quindi, quando parliamo di un buon mix parliamo di:

  • substrato specifico composto da trucioli di pino e di corteccia di pino
  • fibra osmunda e torba bionda di sfagno per lo strato superiore

Potete acquistare questi composti presso i vivai o in qualsiasi negozio di giardinaggio, oppure potete comprare anche on line diversi kit di compost già pronti e specifici per le orchidee. Il nostro consiglio è quello di chiedere sempre, in caso di dubbi, lasciarsi consigliare e non improvvisare mai perché il compost e il terriccio è il fattore numero uno per la sopravvivenza di questa pianta già di per sé molto delicata.

Step n. 2: rimuovere l’orchidea dal suo vaso

Questo è forse il passaggio più delicato di tutto: allentate molto attentamente ogni radice e separatele in modo delicato, usando le forbici o un coltello per aiutarvi ma solo se necessario.

Step n. 3: pulire le radici

Dopo che l’orchidea è completamente fuori dal suo vaso, usate le mani e un paio di forbici pulite per pulire le radici; allontanate delicatamente tutte quelli che sono aggrovigliati e tagliate via le radici che sono morte o marce.

Step n. 4: posizionare l’orchidea nel suo nuovo vaso

A questo punto potete posizionare l’orchidea nel vaso in modo che la nuova crescita sia a livello con la parte superiore del vaso. Non abbiate fretta e sistemate bene tutte le radici nel vaso in modo che la pianta abbia tutto lo spazio necessario per continuare il suo processo di crescita.

Step n. 5: aggiungere il mix di terriccio

Adesso potete aggiungere il terriccio un po ‘alla volta, usando le dita o una piccola bacchetta per sistemarlo bene intorno alle radici. Continuate ad aggiungere il mix di invasatura fino a quando non avrete raggiunto la cima del vaso.

Step n. 6: sistemare bene l’orchidea

Quando avrete ultimato tutti i passaggi, controllate che l’orchidea sia ben salda all’interno del terreno e che sia dritta. Adesso potrete ricominciare a prendervene cura esattamente come facevate prima!

A quando il nuovo rinvaso?

Coltivare l’orchidea fa venire un po’ d’ansia, è verissimo e non siete i soli a pensarlo, e infatti una volta finito il rinvaso è naturale chiedersi: “e adesso tra quanto devo rifare tutto questo procedimento?”.

La regola base da seguire è questa: l’orchidea deve essere rinvasata quando smette di fiorire. E per le prossime operazioni, niente stress: prendete la pianta delicatamente, scrollate la terra in eccesso, eliminate le radici morte o danneggiate (sempre con strumenti ben sterili) e ripetete tranquillamente le operazioni che vi abbiamo descritto sopra.

Il procedimento di rinvaso dell'orchidea.

Come prendersi cura delle orchidee dopo il rinvaso

Dopo che avrete finito con il rinvaso avete due opzioni. La prima corrisponde alla situazione più semplice, quella che NON prevede la potatura dell’apparato radicale. In questo caso non dovrete fare nulla di particolare, se non riprendere la normale cura quotidiana.

Se invece siete stati costretti a eliminare le radici morte o avete dovuto accorciare le radici danneggiate, dovrete intervenire per aiutare la cicatrizzazione delle ferite provocate. In questo caso dovrete prendere l’orchidea nel nuovo vaso e sistemarla per almeno una settimana in un ambiente asciutto, che sia all’ombra e al riparo da sbalzi di temperatura.


Una volta che le radici si saranno cicatrizzate bene, potrete ricominciare con la regolare annaffiatura, ma in modo graduale, utilizzando un nebulizzatore oppure con il classico metodo che prevede di posizionare direttamente il vaso in una bacinella piena d’acqua per almeno 10 minuti.

Cosa si fa quando l’orchidea smette di fiorire?

Altro problema, altra ansia, ma c’è una soluzione anche per questo. Partiamo sempre dal presupposto che l’obiettivo è quello di far fiorire l’orchidea almeno una volta all’anno e per diversi mesi. 

Quando l’orchidea smette di fiorire, per prima cosa tagliate il vecchio gambo che si trova alla base della pianta. Quindi sistemate l’orchidea in una stanza della tua casa che simula le condizioni che la faranno rifiorire. Per cominciare, avrà bisogno di almeno di un mese di differenza di temperatura giornaliera (di almeno 10 gradi dal giorno alla notte).

Sistemare l’orchidea in una stanza e vicino alla finestra è sempre un’ottima idea: quando il sole tramonta, il calore diminuirà e il freddo la stimolerà a rifiorire. Scegliete la finestra della casa che vi sembra più idonea per ospitare la vostra orchidea e non perdete tempo!

Rimedi casalinghi… che funzionano sempre!

Ora che sapete tutto, ma proprio tutto, quello che dovete fare per trapiantare in modo corretto l’orchidea, possiamo dirvi qual è, secondo noi, l’ultimo consiglio prezioso per mantenere l’orchidea nel nuovo vaso in buona salute. Il segreto è la cannella, l’avreste mai detto?

No, non siamo impazziti all’improvviso ma stiamo semplicemente dicendovi che una bella spolverata di cannella può essere la soluzione a diversi problemi che possono verificarsi quando si interviene potando le radici. Per esempio, quando avrete finito di ripulire tutto l’apparato delle radici e siete pronti per rinvasare, se vedete qualche foglia un po’ rovinata, tagliate solo in corrispondenza di quella parte ma prima… una spolverata di cannella alle radici.

Questo perché la cannella è considerata un buon antisettico naturale e aiuterà la pianta a cicatrizzare i tagli. Quindi ricordate: aprite la dispensa, spolverate un po’ di cannella sulle radici e lasciate asciugare all’aria per almeno mezz’ora prima di procedere con il taglio!

Avevamo detto anno nuovo giardinaggio, giusto? E allora non abbiate paura delle orchidee, così belle, così elegante e da adesso – si spera – un po’ più facili da coltivare e da rinvasare!