Non c’è storia: la manutenzione del prato parte sempre dal tosaerba, del quale esistono diverse versioni e tipologie (a spinta, elettrico, a motore, a trattorino, automatico, e tanti altri). La scelta deve essere ponderata e pensata, non fatta a caso e nemmeno secondo economia, perché cambia in base alle dimensioni e alla tipologia del prato. Ma la frequenza di taglio dell’erba, e la sua altezza, non sono gli unici fattori da tenere in considerazione per quanto riguarda la gestione del prato. Sono, tuttavia, i fattori centrali, la base da cui partire.

A questo non sempre corrisponde un’attenzione alla scelta dei materiali, e tantomeno alla manutenzione degli strumenti stessi. Pochissimi sono coloro che si fermano a guardare il margine di taglio sui fili d’erba, in modo da capire se il taglio è netto o sfilacciato, e questo può essere un male perché analizzare il tipo di taglio svela il funzionamento del tagliaerba e la reazione del tessuto dell’erba dopo una serie di tagli.

Per cui, anche operazioni in apparenza semplici come tagliare il prato richiedono un po’ di attenzione, e questa guida vuole essere d’aiuto per ottenere un prato che sia sempre perfetto, brillante e in salute, osservando anche i diversi tipi di tagli che si possono ottenere, in base allo strumento scelto.

Il taglio orizzontale e il Mulching

il taglio orizzontale con la lama rotante posta sotto il motore (il classico tosaerba a quattro ruote, con cassone posteriore che contiene il prato tagliato)Sicuramente questo è il tipo di taglio più diffuso: il taglio orizzontale con la lama rotante posta sotto il motore (il classico tosaerba a quattro ruote, con cassone posteriore che contiene il prato tagliato). Questo tipo di tagliaerba è indicato per quei prati misti, in cui forte è la presenza di graminacee e altre componenti “dure” come possono essere le piante infestanti.

Va detto che il taglio orizzontale non è un taglio perfetto, perché anche a causa della costituzione e della forma del tosaerba lascia sempre un punto scoperto – e soprattutto se il terreno non è particolarmente livellato. Tuttavia, è un tipo di taglio utile a chi non ha molto tempo da dedicare alla tosatura del prato, o chi preferisce lasciar crescere l’erba fino a una determinata altezza prima di tagliarla nuovamente.

Un’alternativa valida è il Mulching, tipo di taglio fatto mediante due lame che ruotano contemporaneamente dentro una camera di taglio arrotondata. In questo caso, bisogna sottoporre il prato a più passaggi, ma il risultato è certamente garantito in quanto l’erba risulta come triturata molto finemente. Il mulching è utile per grandi superfici, e inoltre non serve raccogliere ciò che viene sfilacciato. Ricordate, però, che questa tecnica richiede un intervento molto frequente perché se si lascia crescere troppo il prato si andrà a formare un feltro sul cotico. Come per il taglio orizzontale, anche in questo caso non si ha una grossa restituzione di nutrienti al prato, ma il mulching è utile perché riduce notevolmente il lavoro di raccolta e di smaltimento.

 La manutenzione della lama

Come detto, anche gli strumenti per il taglio del prato devono essere curati. Quando si compra il tosaerba, infatti, raramente si tiene conto della manutenzione di questo mezzo. Infatti, quando si riprende a tagliare il prato ci si preoccupa esclusivamente se l’accensione del tosaerba è problematica (magari dopo una lunga pausa, o per mancanza di pulizia), mentre praticamente nessuno verifica l’efficienza delle lame, che si trovano sempre nella parte inferiore del mezzo e quindi dimenticate, perché non si vedono nell’immediato.

Usare a lungo il macchinario, unito alla presenza di corpi estranei del prato (sassi, oggetti di metallo) influiscono non poco sulla lama, la cui efficienza può essere compromessa non operando più in modo netto e preciso e strappando lo stelo, sfilacciandolo. Questo poi ha conseguenze nel lungo periodo, perché un taglio di bassa qualità porta a un prato con una crescita disomogenea e stentata, nonché più esposto all’insorgenza di malattie e patologie in quanto dopo ogni taglio il filo d’erba deve rimarginare quanto perso, in maniera analoga a quanto fa un albero dopo la potatura.

Ecco perché è importante controllare la lama. Un controllo che dev’essere fatto naturalmente a motore spento e a spina staccata. Operazioni ancora più delicate, l’affilatura e la manutenzione della lama e di tutti gli organi di controtaglio – se presenti – vanno affidate a un personale qualificato, che si trova nei punti vendita e assistenza. Infatti, farlo da soli può portare a perdere l’asse corretto del mezzo (a causa spesso di un montaggio impreciso) e quindi a vibrazioni e deformazioni dei vari supporti.

Rumorosità e sicurezza del tagliaerba

L’attenzione alla qualità del taglio, comunque, deve esserci anche al momento dell’acquisto. Al di là della normale usura delle lame, bisogna infatti fare attenzione al rumore generato dal mezzo già quando è nuovo, all’inizio. In generale, più la rumorosità è bassa, meglio è: è indice infatti di un motore di qualità. Ogni tagliaerba deve essere venduto con un casco il quale deve avere applicate delle cuffie di protezione – che purtroppo in pochi indossano. La rumorosità bassa non solo è indice di un motore realizzato meglio, ma riduce anche il fastidio e il pericolo per gli animali, gli altri componenti della famiglia, e i vicini che meno di tutti sono disposti a sopportare l’uso continuo di tagliaerba.

 Il motore di un tagliaerba è molto potente, e per questo le lame possono lanciare con una certa forza sassi e altri corpi solidi sparsi nel prato e con i quali vengono in contatto durante la tosatura. Ecco perché è assolutamente sconsigliato modificare la struttura originale del dispositivo eliminando il carter, le protezioni e i serbatoi di raccolta – operazione che alcuni fanno convinti di velocizzare il taglio).

Sono tutte componenti importanti. Per esempio, serbatoi di raccolta riducono il lavoro in quanto immagazzinano automaticamente l’erba tagliata – e per questo richiedono soste frequenti per essere svuotati. Inoltre, riducono il contatto con oggetti estranei presenti sul prato e raccolti durante il taglio, come rami, giocattoli, oggetti arrivati dall’esterno, che altrimenti sono resi taglienti dalle lame.

Comunque, quando il tagliaerba è in funzione è bene non rimanere vicino al tosaerba a filo o a disco, ma mantenere una distanza minima di dieci metri. In caso di animali domestici, anche loro vanno tenuti protetti e a distanza, per esempio tenendoli in casa o in un’altra zona del giardino.

La frequenza del taglio

cura del prato in giardinoNella maggior parte dei casi, il taglio del prato è un’operazione legata alla disponibilità di tempo libero che si ha per il giardino, e quindi viene fatto nel weekend o nei giorni liberi, e nelle ferie estive. Questo però porta a una disomogeneità di frequenza, con alcuni periodi dell’anno in cui la frequenza di taglio è eccessiva, e altri in cui invece è troppo poca. Vediamo di fare chiarezza.

La frequenza del taglio va relazionata alla lunghezza dell’erba, e alla capacità di ricrescita. quest’ultima dipende dalla stagione, dalle temperature, dalla disponibilità idrica sia della casa sia della regione in cui si vive, e dalle fertilizzazioni. Per esempio, d’estate il prato ricresce velocemente solo se c’è abbondanza di acqua, continua, priva di interruzioni o di carenza. Se l’acqua è carente, diminuisce il tasso di crescita, e inoltre le foglie seccano e il cotico si dirada. Se l’acqua abbonda, l’erba cresce in fretta e se non viene tagliata spesso diventa molto alta e più difficile da tagliare.

Sul terreno non deve rimanere niente!

Dopo il taglio, si tende a credere che sia finita la fatica e quindi si mette a posto il tagliaerba, raccogliendo al massimo l’erba tagliata che non è entrata nel cestello di raccolta, o i piccoli mucchi che si sono venuti a creare inevitabilmente svuotando il serbatoio. Tuttavia, c’è anche altro da fare.

Bisogna infatti passare tutto il prato, per mantenerlo sano, con un rastello i cui denti siano elastici e fitti, a raggiera e adatto alla raccolta di tutto il materiale vegetale che rimane sul prato. Questo è tendenzialmente poco visibile, perché è fresco e ha lo stesso colore del cotico. Se non viene raccolto, si accumula taglio dopo taglio, andando a formare il feltro – ovvero, uno strato di fibre vegetali morte e non completamente decomposte, che è focolaio di malattie fungine. Il feltro limita l’assorbimento dell’acqua, della luce e dei nutrienti. È bene rastrellare prima che i residui si secchino, perché poi è più faticoso e difficile raccoglierli. Soprattutto d’estate, è meglio rastrellare in giornata, se non appena terminata la tosatura.

Ricordate, inoltre, che tagliare l’erba comporta la perdita di superficie fotosintetica attiva (che serve alla pianta per crescere e come fonte di nutrimento), e tanti liquidi. È bene quindi provvedere aggiungendo delle essenze specifiche per il prato, che oggi sono state selezionate per resistere in particolari ambienti climatici e ambientali, sopportando un calpestio intenso e dotate di una forte capacità di ricrescita dopo diversi tagli.

Ma questo non basta: per risanare il cotico, e riportarlo alle sue condizioni migliori, dopo il taglio è consigliato bagnare il prato (di sera o di notte, anche a turno doppio), in modo che il livello di idratazione torni a livelli normali. Inoltre, insieme all’annaffiatura si può aggiungere un fertilizzante in granuli con effetto immediato, ricco di azoto e altri microelementi che stimolino una ricrescita rapida.

I tosaerba

tosaerba per la cura del pratoDiverse, come detto, sono le tipologie di tagliaerba presenti sul mercato. Il più diffuso è certamente quello a batteria, su quattro ruote con telaio in plastica o in acciaio. La lama è disposta sotto il motore (che invece si trova sopra il telaio), ed è solitamente corredato di un serbatoio per la raccolta dell’erba molto utile e pratico. Sul manubrio si trova anche la leva di accensione e spegnimento del motore, anch’essa molto pratica. I prezzi naturalmente variano dai modelli più economici (sempre sconsigliati) fino anche a modelli “di lusso” che superano i mille euro.

 Per il mulching si trovano sul mercato sia i tosaerba a due ruote con manico lungo, pratici e leggeri sia da usare che poi da sistemare in giardino o in garage; ma anche una notevole quantità di robot tosaerba, i quali eseguono una mappatura del prato al primo avvio memorizzando il percorso e gli ostacoli. Ce ne sono di diversi tipi a diversi prezzi, che possono arrivare a 1500 euro e a una copertura fino a 600mq!

I più costosi (e utili per chi ha giardini molto grandi) sono i trattorini rasaerba, che sono appunto dei piccoli trattori su cui ci si siede e che si manovrano con un classico sterzo. Sono meno faticosi, sicuramente, e più veloci nel taglio, ma si ricordi che comunque tagliare il prato rimane un lavoro particolarmente impegnativo. Di trattorini ce ne sono una quantità davvero infinita, in alcuni casi anche con una certa cura nel design. Naturalmente, i prezzi superano abbondantemente i 1000 euro, arrivando anche a 6 o 7mila.

Per alcuni può essere utile anche il decespugliatore a spalla, che di solito si usa su superfici ridotte o per aiuole fuori dalla proprietà, e quindi dove occorre più una pulizia del prato e non un taglio. Ma il decespugliatore serve anche in situazioni di campagna o in giardini grandi, per passare tra un albero e l’altro, o tra cespugli; o ancora per tagliare un’erba molto alta, che un tosaerba normale faticherebbe a tagliare.

Il decespugliatore è molto più pericoloso di un tosaerba, perché è molto più potente, stancante, e poco preciso se non si hanno una forza e una tecnica sufficienti. se non si sta attenti, il decespugliatore può anche danneggiare il tronco degli alberi provocando loro delle ferite anche gravi. Quindi il consiglio, soprattutto se lo si utilizza per la prima volta, è di non avere fretta e di operare con un movimento a onda non troppo ampio per mantenere sempre il controllo. Come detto, non bisogna mai rimuovere il carter ed è meglio fermarsi a intervalli regolari, anche se non si è stanchi, in modo da bilanciare le energie.

La rifinitura

Per rifinire il prato, andando a operare nelle zone più difficili come quelle vicino ai muretti, si può usare il tagliabordi elettrico, il trimmer. Si tratta di uno strumento piccolo e leggero, non eccessivamente costoso e che però è irrinunciabile per chi è appassionato del prato. È montato su un braccio e dotato di una ruota e un manubrio che permettono di manovrarlo facilmente. È anche un’ottima idea regalo se avete amici appassionati della manutenzione del prato!

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