Non tutti hanno il pollice verde, anzi c’è proprio chi questo pollice ce l’ha nero. Anche se appartenete alla categoria di persone che farebbe morire anche una piccola pianta grassa, non disperate! I limiti sono fatti per essere superati, anche quando si tratta di giardinaggio. E per voi, quella di coltivare le orchidee, senza farle morire o senza abbandonarle a se stesse, potrebbe essere la sfida del secolo. E allora diamoci da fare! In fondo bastano pochi, ma molto importanti, accorgimenti per riuscire a coltivare tra le mura di casa uno dei fiori più belli al mondo, l’orchidea.

Chi, almeno per una volta, non ha mai sognato di avere a casa una bellissima orchidea dai colori delicati e dal fascino antico? Sì, dai, diciamolo, se i fiori vi piacciono vi sarà capitato almeno una volta. Perché le orchidee sono belle da vedere, da ammirare e danno all’ambiente quel tocco elegante, chic e ricercato. Detta così è semplice e non fa una piega, ma dobbiamo essere onesti e specificare subito che le orchidee sono fiori particolari, hanno bisogno di cure e attenzioni e necessitano della giusta posizione per crescere bene.

E il difficile è proprio questo: riuscire a mantenere la fioritura dell’orchidea il più a lungo possibile e riuscire a far nascere nuovi boccioli senza mai lasciare la pianta in condizioni di sofferenza. Vediamo allora tutto quello che dobbiamo sapere su questo fiore, per riuscire a coltivarla bene e a mantenerla bella e sana.

L’origine dell’orchidea

L’orchidea è una pianta che arriva dai tropici, produce fiori bellissimi e molto colorati, perfetti per arredare lo spazio con un’eleganza senza tempo

L’orchidea è una pianta che arriva dai tropici, produce fiori bellissimi e molto colorati, perfetti per arredare lo spazio con un’eleganza senza tempo. Anche se la provenienza di queste pianta è equatoriale, ci sono specie che riescono ad adattarsi molto bene anche alle temperature nostrano e che quindi possono vivere e fiorire bene anche in un ambiente che non è esattamente il loro habitat naturale.

Anche se appartengono ad un’unica famiglia botanica, ossia la famiglia delle Orchidaceae, le orchidee sono presenti in natura in diverse specie e varietà, spontanee oppure coltivate.

In natura la maggior parte delle orchidee è epifite (ossia possiede solo radici aeree) oppure semi-epifite. Per questo motivo queste piante possono anche trovarsi sui rami e sui tronchi di altre piante, o sulle rocce che sono coperte da strati di frammenti vegetali, come muschi e licheni. Altre specie ancora sono terrestri, come quelle che si sono diffuse nei climi temperati, mentre altre specie ancora crescono sotto terra oppure vivono in ambienti acquatici.

La specie di orchidea più diffusa la Phalaenopsis, che è originaria delle Indie orientali, delle Filippine, dell’Indonesia, e dell’Australia. Il suo nome deriva dalla forma a farfalla del fiore: “Phalaena = farfalla” e “Opsis= simile”, attribuito nel 1752 dal botanico . Blume a un esemplare di orchidea ritrovato nell’isola di Java proprio perché il fiore gli ricordava le falene tropicali quando sono in procinto di spiccare il volo.

Le caratteristiche dell’orchidea

Le orchidee sono fiori dalle foglie grandi, carnose e molto consistenti, di un colore verde molto intenso che molte volte risulta brillante

Le orchidee sono fiori dalle foglie grandi, carnose e molto consistenti, di un colore verde molto intenso che molte volte risulta brillante. Le foglie hanno un ruolo molto importante nel ciclo di vita della pianta, che non ha un bulbo vero e proprio, perché rappresentano l’unica via di immagazzinamento dell’acqua.

Le radici dell’orchidea sono numerose, grandi e molto ramificate. E solo grazie alle radici la pianta riesce ad aderire bene al substrato. Infatti, quando si trapianta un’orchidea, è sempre bene adottare tutta una serie di precauzioni per evitare di danneggiarle.

Lo stelo è dritto, anche se in alcune specie, come la Vanilla Planifolia, che si chiama così perché dai suoi frutti si ricava la vaniglia, può essere rampicante o strisciante, mentre i fiori possono avere forme e colori diversi e possono essere solitari oppure uniti tra di loro.

Orchidea, consigli per gli acquisti

Ormai è facile trovare in vendita questa bellissima pianta, addirittura si trovano anche nei supermercati, oltre che, naturalmente, nei vivai e nelle aree giardinaggio dei grossi centri per il bricolage e il fai da te, spesso disponibili in una grande varietà di colori e dimensioni. Non tutte le orchidee, però, sono uguali, e come spesso accade anche in caso di altri fiori acquistati a prezzi bassi, può succedere che a un prezzo particolarmente attraente non corrisponda la giusta qualità, e che l’orchidea che abbiamo acquistato al supermercato, bella fiorita, perda velocemente i fiori e non ne faccia più. Il consiglio quindi è quello di spendere qualcosina in più, ma portarsi a casa una pianta i maggiore qualità.

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La giusta esposizione alla luce

 l’orchidea è un fiore delicato che ha bisogno di cure particolari, tra cui la giusta esposizione

In genere, la temperatura di un appartamento riscaldato durante l’inverno crea un clima favorevole per l’orchidea, ma per essere sicuri di offrire il meglio all’orchidea, bisognerebbe posizionarla in una  zona della casa che è esposta a sud oppure a est, magari dietro una tenda che possa filtrare i raggi diretti del sole. Una delle cause della non fioritura, ricordate, è proprio l’assenza della luce.

Abbiamo detto che l’orchidea è un fiore delicato che ha bisogno di cure particolari, tra cui la giusta esposizione. Questo perché questo fiore è abituato, in natura, al clima tropicale, e vuole sì la luce, ma senza un’esposizione diretta ai raggi del sole.

La temperatura ideale

set di orchidee

La temperatura ideale per l’orchidea oscilla tra i 23 e 24°C come temperatura massima e tra i 16 e 17°C come temperatura minima. La pianta può sopportare anche valori più elevati, fino ai 35°C purché abbia a disposizione una buona zona d’ombra, una buona dose di umidità e di ventilazione. 



Se vengono a mancare queste condizioni, la pianta può subire delle deturpazioni all’interno delle foglie e dei fiori. Se l’umidità è troppa, questo potrebbe inoltre provoca la comparsa di macchie sui fiori, mentre se l’umidità è troppo bassa si potrebbero creare ingiallimenti e raggrinzimenti.

Ricordate: se l’orchidea cresce bene nell’angolo della casa dove l’avete sistemata, evitate di portarla fuori a primavera inoltrata. Meglio lasciarla dove si trova, perché le correnti d’aria potrebbero rendere vani tutti gli sforzi fatti fino a quel momento.

Annaffiatura

L’ideale sarebbe annaffiare solo quanto basta per mantenere umido il substrato, mentre dopo la fioritura ci vorrà davvero pochissima acqua, perché la pianta entra nel suo periodo di riposo. All’interno di ambienti caldi e durante l’estate l’orchidea ha bisogno di essere annaffiata 2-4 volte alla settimana, mentre in inverno andrà bene anche solo una volta alla settimana.

L’acqua va fornita sempre al mattino, per permettere alle foglie di asciugarsi entro sera e per evitare ristagno. Se le foglie sono carnose, la pianta può resistere anche a brevi periodi di siccità, ma che questo non diventi una regola: come abbiamo già detto, le orchidee non hanno organi di riserva!

L’ideale è utilizzare sempre un sottovaso dove sistemare dell’argilla espansa o un po’ di ghiaia. In questo modo le radici non entreranno mai a contatto con l’acqua, che evaporerà garantendo un clima umido. È importante che non si formino mai ristagni, responsabili dei marciumi e della sofferenza delle foglie e dei fiori. È consigliabile anche vaporizzare, sempre di mattina, le foglie con dell’acqua non calcarea, meglio ancora se acqua demineralizzata.

Il vaso trasparente per le orchidee 

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La concimazione

Le orchidee sono piante poco esigenti in fatto di elementi nutritivi; la giusta soluzione nutritiva di cui hanno bisogno contiene il doppio dell’azoto rispetto alla quantità di fosforo e rispetto al potassio e deve essere sostituita con una frequenza che oscilla dai 7 ai 15 giorni alle 3-4 settimane, anche in base alle esigenze della varietà di orchidea e del periodo della stagione.

Qui sotto, per comodità, vi indichiamo alcuni dei prodotti maggiormente diffusi e utilizzati per rivitalizzare e donare forza e splendore alle vostre orchidee. 

I parassiti e le malattie

La maggior parte delle orchidee che vengono coltivate in serra e sono vendute come piante d’appartamento arrivano da zone tropicali o subtropicali, oppure sono specie ibride che si ottengono direttamente in vivaio attraverso una particolare tecnica di fecondazione che prevede l’incrocio di specie diverse.

Queste specie non incontrano nei nostri habitat i parassiti che invece incontrerebbero nel loro naturale ambiente naturale. Queste piante sono solo soggette, quindi, ad alterazioni provocate dagli sbalzi di temperatura e da uno scorretto apporto di luce e di umidità.

La fioritura dell’orchidea

La fioritura dell'orchidea si verifica per lo più nei mesi invernali, in genere nel periodo compreso da dicembre ad aprile, anche se non esiste una regola vera e propria

Le orchidee, se incontrano le condizioni ottimali umidità, luce e temperatura danno vita a diverse fioriture, che possono durare anche parecchie settimane, anche per due o tre volte l’anno. La fioritura si verifica per lo più nei mesi invernali, in genere nel periodo compreso da dicembre ad aprile, anche se non esiste una regola vera e propria.

Ci sono diverse opinioni su come sia meglio agire quando i fiori sono diventati secchi. Alcuni consigliano di recidere lo stelo per intero,  mentre altri optano per tagliare in corrispondenza del secondo internodo. Altri ancora consigliano  di lasciare seccare lo stelo naturalmente.

Quello che è certo è che dallo stelo possono nascere altri nuovi rami laterali, oppure può rifiorire lo stelo stesso. Oppure, potrebbe capitare di vedere nascere una nuova  piantina che, quando sarà diventata sufficientemente grande, potrà essere staccata dalla pianta madre per essere poi rinvasata autonomamente.

Per stimolare l’orchidea a fiorire, in ogni caso, bisogna farle sentire un piccolissimo sbalzo termico. Una temperatura notturna costante intorno ai 16°C, per un periodo prolungato di due settimane, stimola la fuoriuscita dei fiori.

Insieme allo sbalzo di temperatura, in questo caso è utile unire anche un concime che abbia la formula 10:30:20, ossia una maggiore quantità di fosforo e di potassio. Bisognerà fare in modo, poi, che la luce durante questo periodo sia un po’ meno intensa del solito. Un nuovo stelo fiorale si potrà individuare abbastanza facilmente quando vedrete la punta rimanere leggermente più acuminata rispetto alla nuova radice.