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Profumatissima, delicata, stupenda da vedere in primavera in gita in Provenza. La lavanda è sicuramente una pianta elegante e dall’aroma dolce perfetta da tenere in casa. Ma coltivarla significa anche avere delle proprietà benefiche non indifferenti che man mano vi spiegheremo in questa guida. Quindi, se siete curiosi, ecco i modi più semplici ed efficaci per coltivare la lavanda.

Pulita anche nel nome

Lavanda deve il suo nome al verbo lavare, nome che le è stato dato proprio per il suo celebre e buonissimo profumo; è un’origine molto semplice da ricordare, soprattutto perché questo vegetale viene usato per creare saponi e profumi per cassetti e quindi è immediata la sua associazione all’idea di buono e pulito. La conoscerete anche per la sua stupenda fioritura, che è come un’improvvisa esplosione cromatica con diffusione aromatica nell’aria.

Il cespuglio della lavanda è quindi perfetto per rendere l’ambiente molto più armonioso, ma non bisogna credere che abbia una funzione puramente ornamentale visto che si tratta di una pianta con non poche utilità e vantaggi. Infatti, la sua fioritura in orto cattura l’attenzione di api e altri insetti fondamentali per l’impollinazione.

E, non meno importante, la lavanda è una pianta che ha tanti fattori ottimi per il raggiungimento del benessere, e pochi, ma buoni utilizzi in cucina: è possibile essiccare i fiori per creare ghirlande, o profumare la biancheria; è inoltre ottima per la produzione di un miele particolarmente pregiato per coloro che si occupano di apicoltura.

Nei giardini la lavanda officinalis è particolarmente diffusa per le sue caratteristiche estetiche, grazie a dei cespugli che rimangono particolarmente ordinati e si mantengono entro i 50 centimetri di altezza

Nei giardini la lavanda officinalis è particolarmente diffusa per le sue caratteristiche estetiche, grazie a dei cespugli che rimangono particolarmente ordinati e si mantengono entro i 50 centimetri di altezza, potendo riempire lo spazio di un’aiuola con la loro fitta vegetazione grigio-verde, con foglie lunghe e strette. Il momento massimo della decorazione, per così dire, arriva quando spuntano le spighe viola che aumentano la sensazione di eleganza.

Per avere tutti questi effetti positivi, sia estetici che di benessere, non serve particolare abilità: la lavanda, infatti, è una pianta che non ha bisogno di molta cura, accontentandosi di poca acqua senza temere la siccità. Inoltre, ci sono tante varietà di lavanda ma non ci sono differenze così abissali tra l’una e l’altra specie.

In giardino la lavanda (lavanda officinalis) è diffusa per le sue qualità estetiche: i suoi cespugli restano abbastanza ordinati, mantenendosi in genere nei 50 cm di altezza e riempiendo lo spazio dell’aiuola a lei dedicata con una fitta vegetazione color grigio verde. dalle foglie lunghe e strette. Le classiche spighe viola che arrivano durante la fioritura sono molto decorative e questa pianta è un’erbacea che non richiede molta manutenzione, in particolare si accontenta di poca acqua e non teme la siccità. Esistono molte varietà di lavanda, non ci sono differenze sostanziali nella coltivazione dell’una o dell’altra.

Il clima e il terreno della lavanda

La lavanda ben si adatta a climi anche molto caldi e aridi, e sopporta le estati secche anche in posizioni soleggiate. Inoltre reagisce bene al vento. Alcune varietà stanno bene e si mostrano ben resistenti al freddo: in sostanza, a seconda della varietà, questa pianta è perfetta per essere coltivata in tutta la nostra penisola, da Nord a Sud.

Per quanto riguarda il terreno, la lavanda ha bisogno di qualcosa di leggero e privo di ristagno rigido e, come già accennato per il clima, sopravvive anche su un suolo arido e sassoso, calcareo e poco acido. La lavanda è una pianta che non richiede molti elementi nutritivi, per cui si può anche evitare di concimare il terreno quanto la si pianta (ma visto che è perenne è una buona abitudine rinnovare il terriccio periodicamente aggiungendo compost e letame maturo.

saponette di lavanda

Seminare la lavanda

Una delle azioni più complicate, probabilmente, che riguardano la coltivazione della lavanda è il momento della semina perché farla propagare dal seme è piuttosto arduo: la coltivazione infatti ha bisogno di particolari condizioni per germinare, e i semi si rivelano molto complessi proprio quando devono germogliare. Il consiglio è quindi di comprare una pianta già formata oppure farla riprodurre mediante talea.

Se non sapete cosa sia la talea, lo spieghiamo subito. Si tratta di una tecnica che dà la possibilità di riprodurre una pianta partendo da un rametto della pianta madre, un’operazione che va fatta per lo più in primavera (di solito ad aprile). In questo modo è molto più semplice farla nascere: basta scegliere un ramo di una lunghezza di almeno 10cm con tre o soprattutto cinque foglie, scelti tra quelli privi di fiori.

Tagliate il rametto è poi necessario togliere le foglie in tutta la parte inferiore e poi va posto in un caso con terriccio uniti a sabbia, che andrà poi regolarmente annaffiato mantenendo buono il livello di umidità. Entro un anno si potrà già avere una piccola pianta di lavanda pronta da trapiantare.

A proposito del trapianto, per la lavanda non esiste un vero e proprio sesto d’impianto, perché tutto dipende da che tipo di aiuola che si vuole creare. In ogni caso va tenuto conto che questa pianta si espande facilmente e quindi è opportuno tenere almeno mezzo metro di distanza tra un’erbacea e l’altra.

Prendersene cura

Come detto, la lavanda è una pianta che non ha paura della siccità e per questo va bagnata la terra solamente quando è molto asciutta (e anche in questo caso bisogna fare attenzione a non esagerare con l’irrigazione). Molto spesso, in climi come il nostro la lavanda può rimanere nell’orto e nel giardino anche senza bisogno di bagnarla, potendo tranquillamente sopravvivere con le piogge stagionali.

Anche per quanto riguarda le erbe infestanti questa pianta non ha bisogno di pacciamature, perché è un’erbacea e quindi colonizzatrice di tutta l’aiuola che viene dedicata: per dirla meglio, la sua vegetazione molto fitta non dà spazio a piante infestanti. Come per l’irrigazione, quindi, si tratta di intervenire molto raramente.

saponette di lavanda

Gestione della lavanda

Riguardo l’aiuola, è comodo delimitarla con delle barriere (che possono essere dei mattoni, delle pietre, degli assi di legno) per proteggere il resto dell’orto da un’espansione incontrollata della lavanda senza dover quindi periodicamente estirparla.

Ciò che invece bisogna fare ogni anno è la potatura, che si rivela così l’unica operazione colturale di grande importanza se si desidera avere in giardino questa pianta aromatica. Si tratta di un’azione che ha più scopi: in primo luogo serve a mantenere in ordine il cespuglio, mantenendo giovane la pianta; e a stimolarne la fioritura.

Il periodo giusto per la potatura è in fine estate, appena finisce il momento della fioritura. Tuttavia se occorre regolare l’aiuola è possibile potare la lavanda anche all’inizio della stagione primaverile (entro e non oltre la fine del mese di marzo).

È altrettanto semplice capire quando si avvicina il momento del racconto della lavanda: dal momento che si della lavanda si usano i fiori, il momento propizio per il raccolto è proprio quando iniziano a formarsi le spighe fiorite, quindi in estate. Il raccolto avviene tagliando gli steli, usando delle forbici evitando però di strappare lo stelo lungo che è comodo per fare dei mazzi, o per appendere i fiori da essiccare.

L’essicazione è infatti fondamentale se si desidera mantenere il profumo del fiore della lavanda, e va fatta in un luogo ventoso e ombreggiato (la tradizione vede appendere i mazzetti sotto il portico di una cascina).

olio essenziale di lavanda

Uso della lavanda

La lavanda è utilizzata soprattutto per mantenere profumati cassetti e cassettiere, quindi abbigliamento e biancheria. Ma ci si possono creare dei piccoli e graziosi sacchettini di tela, come ottimo sistema per riciclare per esempio quei sacchettini che accompagnano le bomboniere.

Essiccazione. Il momento dell’essiccazione è importante per mantenere il profumo dei fiori. Come per molte altre erbe officinali anche la lavanda si essicca in un luogo ombreggiato e ventoso, da tradizione si appendono i mazzetti di lavanda sotto i portici delle cascine.

Dalla lavanda si estrae anche l’olio essenziale, per usi cosmetici e medicinali, ma è un procedimento molto difficile fatto solo da chi coltiva per lavoro. Comunque in ambito medico la lavanda ha delle ottime proprietà disinfettanti che giovano all’apparato respiratorio, mentre il suo profumo è tra i più diffusi nell’aromaterapia contro lo stress e per aiutare nel relax.

Si usa poco, ma la lavanda si usa anche in cucina (per esempio in aromi provenzali essiccati). I fiori secchi della lavanda si usano nei dolci, nelle salse per il formaggio, per la marmellata, per il risotto. Un mix di sale grosso e lavanda viene poi abbinato alla carne. E infine la lavanda si applica nell’impasto di prodotti da forno per fare pani e biscotti aromatizzati. In ultimo, specie in Provenza è diffuso l’uso di aromatizzare con questa pianta anche il vino e l’aceto.