Le piante grasse sono una grandissima famiglia che comprende un elevato numero di varietà anche molto differenti tra loro; si possono coltivare piccolissime succulente piuttosto che grandi e suggestivi cactus, esistono varietà verdi ma anche piante che producono enormi e coloratissimi fiori.

Tra queste il cosiddetto cactus orchidea, o Epiphyllum ackermannii, è senza dubbio una specie peculiare; come indica il nome scientifico si tratta infatti di una pianta epifita o aerea, ovvero che vive su altre piante, solitamente usate come sostegno, e che si idrata attraverso la pioggia e l’umidità presente nell’aria.

Il cactus orchiedea è originario delle zone tropicali del Centro e Sud America, il suo habitat naturale è la foresta in cui vive in un ambiente caldo e luminoso ma ben protetto dai raggi solari diretti.

A differenza della maggior parte dei cactus, gli epiphyllum vivono in un ambiente molto umido e sono diventati molto utilizzati come piante d’appartamento sia per la facilità con cui è possibile coltivarli, che per il loro suggestivo portamento decombente, nonché per la splendida e coloratissima fioritura.

Il cactus orchiedea è originario delle zone tropicali del Centro e Sud America, il suo habitat naturale è la foresta in cui vive in un ambiente caldo e luminoso ma ben protetto dai raggi solari diretti

Gli steli, che raggiungono la lunghezza massima di un metro, sono molto ramificati e privi di spine; quando la pianta è giovane sono di colore verde chiaro, per poi scurirsi sino ad arrivare ad una tonalità tra il verde e il grigio.

I fiori, che possono essere di diverse tonalità rosso-fucsia-arancione o bianchi, sono molto vistosi, raggiungono una notevole dimensione (15-18 centimetri di diametro) e compaiono in primavera e in estate; questi magnifici fiori si aprono durante la notte ed emanano un intenso profumo.

Scopriamo, quindi, come coltivare con successo il cactus orchidea.

Contenitore

Il cactus orchiedea è originario delle zone tropicali del Centro e Sud America, il suo habitat naturale è la foresta in cui vive in un ambiente caldo e luminoso ma ben protetto dai raggi solari diretti

Nella scelta del contenitore è necessario tenere presente che nel corso di pochi anni la pianta crescerà molto e presenterà steli lunghi e pesanti, per questo bisognerà optare per un vaso di grandi dimensioni, stabile e più largo che alto, dato che le radici non necessitano di andare in profondità

Esposizione

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L’epifillo non ama l’esposizione in pieno sole e non tollera i raggi solari diretti, è preferibile una zona di luce abbondante e diffusa; l’ideale sarebbe posizionarla di fronte di una finestra schermata da una tenda leggera.

Se la pianta ricevesse la luce solare diretta, specialmente tra maggio e settembre, noteremmo in breve tempo vere e proprio scottature degli steli.

Terreno

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Il substrato ideale per la coltivazione del cactus orchidea deve essere costituito da una miscela di torba, sabbia di fiume e foglie, con l’aggiunta di una buona quantità di materia organica; quindi un terreno ben drenato e aerato, come quello richiesto dalle orchidee.

Concimazione

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Durante il periodo delle fioriture è consigliato diluire alcune gocce di fertilizzante liquido nell’acqua dell‘irrigazione circa ogni dieci giorni.

Per ottenere fioriture abbondanti e dalle colorazioni più intense è possibile concimare la pianta una volta al mese dall’inizio della primavera sino all’autunno utilizzando un prodotto specifico per piante fiorite con un alto contenuto di potassio.

Irrigazione

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Le annaffiature devono essere piuttosto abbondanti durante il periodo vegetativo della pianta, occorre fare in modo che il terreno sia sempre completamente umido; nei mesi autunnali ed invernali sarà sufficiente mantenere un minimo tasso di umidità del suolo, evitando che le radici si asciughino completamente.

Sarà semplice capire se le annaffiature sono state eccessive poiché si noteranno i fusti avvizziti e le radici potrebbero marcire.

Un buon metodo per essere certi di irrigare correttamente il cactus orchidea è quello di aspettare che lo strato superficiale di terriccio risulti asciutto al tatto prima di irrigare abbondantemente utilizzando un sottovaso; dopo circa un’ora togliere il sottovaso ed eliminare completamente l’acqua defluita.

Per quanto riguarda la frequenza, si consiglia di irrigare ogni due settimane nelle stagioni calde; in caso di altre temperature è utile anche vaporizzare la pianta con acqua demineralizzata.

Temperatura

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Questa pianta non soffre per le alte temperature a patto che l’ambiente e il terreno siano sempre umidi, durante l’inverno la temperatura non deve scendere sotto i 10°C.

Malattie fungine e parassiti

Il cactus orchidea è sensibile alla cocciniglia, malattia che si presenta con la comparsa di chiazze bianche e cotonose; nel caso di infezione, se di piccole dimensioni si può intervenire rimuovendo le zone colpite e disinfettando l’area utilizzando un batuffolo di cotone leggermente bagnato di alcool.