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Origini

L’agricoltura sinergica, o meglio la filosofia di vita ad essa legata, ha inizio intorno agli anni ’30 del 20esimo secolo; il padre fondatore, ovvero colui che diffuse gli insegnamenti relativi a questo genere di coltivazione, fu l’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka, il quale per primo applicò il principio dell’agricoltura naturale del non-agire.

In seguito, negli anni ’60, questa tecnica agricola fu approfondita e divulgata dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip, la quale applicò e approfondì notevolmente i principi della permacultura di Masanobu Fukuoka, anche attraverso alcune opere pubblicate negli USA.

Il concetto

non-azione dell’uomo nel processo di crescita e produzione delle specie soggette a coltivazione

Ciò che rende questo genere di coltivazione una filosofia di vita, nonché una tecnica assolutamente rispettosa dell’ambiente, e per questo tanto apprezzata da coloro che desiderano assumere un atteggiamento eco solidale, è il concetto che sta alla base dell’azione, ovvero la non-azione dell’uomo nel processo di crescita e produzione delle specie soggette a coltivazione.

Il risultato di tale tecnica è un orto che non necessita di essere zappato, né concimato, un terreno nel quale crescono ortaggi di ogni genere in ogni stadio di crescita; può sembrare utopia, ma ciò che deve essere chiaro, e ciò che non deve far dubitare, è l’azione indiscussa di Madre Natura.

Nell’agricoltura sinergica ogni cosa si basa sul principio di sinergia, sull’unione che fa la forza, ovvero sulla collaborazione naturale della singola parte con le altre, per il raggiungimento dello scopo comune.

L’orto è, in realtà, un sistema artificiale, ovvero creato dell’uomo sulla base delle proprie necessità; attraverso l’orticoltura sinergica tutto tende verso la realizzazione di un sistema naturale nel quale l’uomo interviene minimamente, un processo nel quale nulla viene sprecato, né condizionato oltre natura.

Si tratta di un nuovo modo di comprende il rapporto esistente tra piante e suolo, un concetto lontano tanto dalla moderna agricoltura intensiva come dall’agricoltura biologica; il terreno e le piante, in perfetta armonia, lavorano insieme per creare un terreno fertile in cui coltivare diventa facile.

Come di realizza un orto sinergico?

Fisicamente per realizzare un orto ad agricoltura sinergica è necessario coltivare in appezzamenti di circa 12o cm di base e 50 cm di altezza

Fisicamente per realizzare un orto ad agricoltura sinergica è necessario coltivare in appezzamenti di circa 12o cm di base e 50 cm di altezza, lasciando che il terreno in superficie sia più alto rispetto al livello del prato; questo permette di avere a disposizione un suolo non compattato e sempre areato.

I principi fondamentali dell’agricoltura sinergica sono 4, ovvero:

1. Non lavorare la terra

Questo principio, che appare quantomeno strano a chi ha sempre intrapreso la coltivazione classica, è in realtà il più importante ai fini della realizzazione di un orto sinergico.

Non lavorare la terra significa non arare, né zappare il terreno, per evitare di danneggiare l’equilibrio naturale degli organismi

Non lavorare la terra significa non arare, né zappare il terreno, per evitare di danneggiare l’equilibrio naturale degli organismi presenti nel suolo, la cui attività, per via della lavorazione e quindi dell’ossigenazione del terreno, verrebbe alterata.

2. Non utilizzare concimi

La fertilizzazione naturale nasce dalla copertura organica permanente

La natura è perfettamente in grado di produrre nutrimento per le piante presenti in un determinato terreno. La fertilizzazione naturale nasce dalla copertura organica permanente; sotto lo strato di foglie autunnali, ad esempio, la vita prolifera e si creano le condizioni ideali per la crescita della specie presenti nell’orto.

Per ottenere tale copertura nel proprio spazio coltivato è possibile ricorrere alla pacciamatura, ovvero coprire il terreno con paglia o altri materiali biodegradabili e far convivere nella zona limitrofa piante perenni e stagionali ed erbe spontanee.

3. Non compattare il suolo

Ovvero non calpestarlo, per permettere ai micro-ecosistemi presenti nel sottosuolo di esistere e proliferare.

4. Piantare in ogni appezzamento almeno 3 specie differenti di piante

semi

Per permettere la reale attività sinergica è necessario far coesistere diverse specie nella stessa area; qui la regola dice che in ogni zolla coltivata dobbiamo seminare:

  • Una leguminosa, necessaria perché fissa l’azoto nel terreno;
  • Una liliacea (aglio, porro, cipolla, …), che ha naturali capacità anti-batteriche che contribuiranno a disinquinare l’ambiente;
  • Un ortaggio appartenente ad altre famiglie

La fertilizzazione naturale nasce dalla copertura organica permanente

Nella zona è consigliato piantare anche fiori ed erbe aromatiche, entrambi alleati nella protezione dell’orto da parassiti e malattie fungine; la calendula, ad esempio, possiede riconosciute proprietà benefiche ed è in grado di scongiurare pericolosi attacchi da parte di molti parassiti stagionali.

pianta con fiori bianchi