Una vita così frenetica, abitudinaria, che si ripete come fosse in loop – senza però essere una canzone gradevole – rischia di diventare presto lenta e noiosa. E non tutti abbiamo le possibilità di colorarla viaggiando o facendo qualcosa di diverso ogni giorno. Chi non ha queste possibilità perché il lavoro o altri motivi non glielo consentono, deve necessariamente rassegnarsi? Assolutamente no.

Non è solo il viaggio o il fare qualcosa di diverso ogni giorno a spezzare il tedium vitae della società postmoderna. Possiamo fare sempre le stesse cose, ma renderle più scorrevoli se abbiamo la consapevolezza di poter cambiare i soliti luoghi. E noi stessi. Accade spesso, infatti, che le persone per rilanciarsi e rilanciare il proprio daily cambino drasticamente look, facendosi un tatuaggio, tagliando i capelli, colorandoli in maniera eccentrica o opposta al loro colore naturale (per esempio chi passa dal biondo al moro e viceversa). O, ancora, rifacendo da capo l’armadio e dando i vecchi vestiti in beneficenza (perché nulla si butta!), per sfoggiare un outfit più al passo coi tempi, o più vintage, o di qualunque altro stile possa passare per la mente.

E se cambiare sé stessi non bastasse, si passa allo step successivo: cioè la casa. Cambi radicali, che possono andare da una semplice riorganizzazione delle mobilia all’acquisto di arredi completamente nuovi, non rinunciando a cambiare il colore delle pareti (a tal proposito, se volete qualche idea qui su Guida Giardino abbiamo recentemente scritto un articolo su come decorare le pareti in maniera green e diversa dal solito).

C’è anche chi decide di togliersi uno sfizio costoso costato anni di risparmi e rinunce, come trasferirsi in una casa in centro, comprare una macchina premium (o che soddisfi di più quella attuale, magari decisamente oltre i tempi medi), andare in un posto esotico. Quest’ultimo però non è un vero e proprio change perché una vacanza certamente avrà un influsso benefico perpetuo e duraturo, ma una volta finita torna la solita routine… solo con meno soldi tra i risparmi rispetto a prima.

Oppure un cambiamento più sensato e che non intacca drasticamente i risparmi di una vita può comprendere nuovi vasi per le proprie piante e i propri fiori (o se non ne avete avuti prima, un cambiamento che comprenda l’acquisto di piante e fiori da mettere in vasi del tutto particolari). Strano, vero?

Effettivamente, quando pensiamo a fiori e piante in vaso consideriamo quasi sempre solo e soltanto i classici contenitori in terracotta, senza sapere che sono molti i modi per sistemare le composizioni floreali, a volte molto più creativi, originali ed economici dei vasi stessi. E sicuramente saranno per voi inaspettati, certamente su molti consigli resterete increduli e attoniti. Ma quale colorito migliore di una continua sorpresa, di sorrisi spontanei che si stampano senza volerlo sul vostro viso?

Questo effetto a noi piace particolarmente, per cui abbiamo pensato di incitarvi a cambiare casa vostra con 10 bellissime proposte a tema!

Piante e fiori in contenitori creativi

Chi l’ha detto che per sistemare fiori e piante bisogna per forza avere a disposizione un classico vaso? Sono infatti molti i modi per sistemare i vostri fiori preferiti all’interno di contenitori più creativi e originali, perfetti per arredare la casa con un tocco d’arte insolito e decisamente alternativo.

Eccovi allora 10 bellissimi esempi che ci mostrano come sia possibile abbellire la casa con fiori e piante rinunciando ai vasi tradizionali. Proprio così, guardare per credere! Tutte le soluzioni sono praticamente a costo zero e facilmente realizzabili a casa e in pochi minuti.

1. Fiori nelle conchiglie

In genere le conchiglie rappresentano ricordi e souvenir dei viaggi in zone di mare ma, se sono sufficientemente grandi, possono diventare, con un po’ di fantasia, contenitori per  piccole piantine e fiori.

2. Piante nei tronchi di legno

Scavare un tronco di legno e trasformarlo in una fioriera è una soluzione perfetta per abbellire giardini e terrazzi con una nota floreale alternativa.

3. Fioriera con i bancali

I bancali in legno sono invece perfetti per creare una soluzione floreale a muro, da appendere alle pareti di casa oppure in terrazzo.

4. Tappi di sughero per le piantine grasse

Un lavoro certosino, ma certamente appagante per quanto riguarda il risultato, è quello di intagliare i tappi di sughero per farli diventare dei contenitori per piantine grasse in versione mini.

5. Da griglia a fioriera

Se la vostra griglia è datata ed è giunta l’ora di acquistarne una nuova, aspettate a gettare quella vecchia. Con un po’ di ingegno può essere utilizzata come fioriera insolita per il giardino.

6. Piante e fiori nella chitarra

Per lo stesso principio, anche una chitarra può diventare un contenitore perfetto, e decisamente alternativo, per piante e fiori, grandi e piccoli.

7. Terrari con le palline natalizie

Se vi piace il fai da te e avete a disposizione molte di quelle palline trasparenti che durante il periodo natalizio si utilizzano per le decorazioni, provate a trasformarle in un mini terrario per sistemare le vostre piantine preferite.

8. Da vecchia cassettiera a fioriera alternativa

Per perorare la causa del riciclo utile e creativo, ecco che anche una vecchia cassettiera può diventare una fioriera originale e personalizzata, perfetta anche per sistemare i vasi delle piante aromatiche.

9. Lampadario floreale

Se avete a disposizione un vecchio lampadario e non avete ancora trovato il giusto progetto per riciclarlo, eccone uno: donargli nuova vita in un sistema creativo per contenere i vasi delle piante.

10. Vasi con le scatole di latta

Per chi cerca invece un progetto fai da te un po’ più semplice, ci sono i contenitori in latta, che all’occorrenza possono trasformarsi in vasi alternativi e personalizzati.

Concorderete nell’osservare che lo stile che ne esce fuori è assolutamente personale e particolare, oltre che utile a tutti. Del resto il principio di conservazione dell’energia – il famoso “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma– non potrebbe adattarsi meglio anche a questo tipo di attività. Sicuramente Einstein quando ha formulato la sua tesi non si riferiva certamente al riciclaggio, visto soprattutto che il consumismo sfrenato non era un flagello dei suoi tempi, ma se vivesse in un mondo pieno di rifiuti quale è il nostro sarebbe ben contento di vedere che l’uomo nel tempo sta cercando sempre di più di unire l’utile e il giusto al gusto estetico.

Del resto, proprio il periodo dell’eccesso e della spazzatura ha fatto sì che nascesse un certo gusto per l’abbandonato: non a caso, tra le cose più fotografate e visitate ultimamente ci sono i luoghi abbandonati, come vecchie fabbriche, manicomi, strutture, colonie (quelle estive si intende) o addirittura interi villaggi fantasma, dentro i quali la vegetazione cresce selvaggia da sola. Per cui è assolutamente normale provare una certa attrazione – specie se fan di questo nuovo “decadentismo”, passate il termine – per il riutilizzo completamente ossimorico di oggetti nati per altro scopo, come può essere il vaso creato con la cassa armonica di legno di una chitarra classica o acustica.

L’effetto che ne esce non si può ricreare da zero, perché se anche un oggetto fosse fatto intenzionalmente rotto, si capirebbe che è nuovo. Il vero fascino nell’utilizzare utensili e strumenti rotti o inutilizzati sta proprio nel fatto che si sente l’odore di usato, di vecchio e di antico perché inevitabilmente sia che li abbiate trovati in casa vostra sia che li abbiate acquistati in qualche mercatino dell’usato, sapete che essi non sono solamente dei vasi, ma sono proiezione del loro scopo passato, per cui non possono e non vogliono più essere devoluti.

Fiori e piante che crescono e vivono su interi brani musicali suonati e cantati, sul profumo del mare, su aromi di vino rosso e bianco o su tracce di tessuti, magari pregiati. E anche se chiaramente non parlano, anche un ospite estraneo ed esterno alle loro vicissitudini (e che magari può pensare nella sua testa chi ve lo ha fatto fare di usare una scatoletta di latta come vaso per dei mini gerani) osservando non vede un semplice contenitore come lo vedrebbe guardando dei vasi di terracotta nati proprio per questo scopo, ma probabilmente rifletterebbe su ciò che sono stati prima e noterebbe che le piante e i fiori, da sempre simboli di vita e di rinascita, hanno appunto dato una nuova esistenza e un nuovo scopo a oggetti, pur sempre inanimati, ma che per molte persone hanno significato e continuano a significare qualcosa.

Questo è quindi il modo adatto per scendere a compromessi con qualcosa che vi ferirebbe buttare (il vostro primo strumento musicale, un mobile di un vostro parente caro purtroppo scomparso o quant’altro) che però per diversi motivi è inutilizzabile, almeno per l’utilizzo cui era stato progettato. Se proprio non volete separarvene, mani operative e pronti a riempirlo di terra per vederlo splendere insieme a dei fiori profumati e colorati!