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Terrario: come creare e manutenzione

Scritto da 26/02/2015 Maggio 1st, 2020 Nessun commento

I terrari sono una risorsa sempre più sfruttata per dare un tocco naturale ed elegante all’arredamento delle stanze di casa; si tratta di un vero e proprio elemento di design che è possibile inserire in qualsiasi contesto con risultati sempre apprezzabili.

Questi allestimenti, che possono essere di piccole dimensioni ma anche di misure più importanti, sono una sorta di piccolo giardino, una mini oasi che può essere sistemata in un angolo della casa, sulla scrivania, piuttosto che diventare un bellissimo centro tavola o un prezioso oggetto decorativo nella stanza da letto oppure in quella da bagno.

Inserendo nel nostro contesto abitativo uno o più terrari porteremo la natura in casa e potremo godere della sua vista durante tutti i mesi dell’anno; inoltre le soluzioni per la creazione dei terrari sono davvero molto e le opzioni in merito al contenitore da utilizzare infinite.

Anche le piante adatte a crescere all’interno del terrario sono molte, dalle felci ai muschi, piuttosto che i cactus e le specie succulente in generale, tra le quali c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Consigli di base per la preparazione di un terrario:

  • Il contenitore deve essere di vetro o di altro materiale che consenta il passaggio della luce.
  • È necessario che il contenitore disponga di un’apertura sufficientemente grande da permetterci di sistemare il terriccio e le piantine al suo interno.
  • Le piante selezionate per essere inserite nello stesso terrario devono avere le stesse necessità.
  • È opportuno disinfettare il contenitore prima di preparare il terrario, in modo da eliminare eventuali batteri, che potrebbero nuocere alle colture.

I terrari possono essere classificati in due gruppi:

1. I terrari aperti

Sono quelli che hanno la parte superiore sempre aperta; si utilizzano per impianti che non sopportano l’eccessiva umidità come, ad esempio, cactus e piante grasse in generale.

2. I terrari chiusi

Sono ideali per le piante che richiedono un alto tasso di umidità, perché sono completamente chiusi, anche se ogni tanto sarà necessario cambiare l’aria al loro interno. Un esempio di questo genere di terrari sono le classiche campane di vetro.

È importante tenere sempre in considerazione il fatto che ogni terrario è un vero e proprio microclima, al quale interno permane tutta l’umidità che si apporta attraverso l’irrigazione e che viene prodotta dalle piante.

Il calore che si genera nel terrario può arrivare ad essere molto elevato, quindi è necessario prestare attenzione all’ esposizione diretta alla luce solare; se non si vuole correre il rischio che il microclima si surriscaldi eccessivamente è consigliabile l’uso di un terrario aperto.

La preparazione del terreno:

Il terrario non è provvisto di fori per il drenaggio, di conseguenza si rende necessaria una particolare preparazione del terreno. Per prima cosa andrà creato un substrato di materiale drenante: ghiaia o piccole pietre naturali o colorate, possibilmente mescolate ad una parte di carbone; il carbone ha lo scopo di assorbire gli odori e di mantenere il terreno fresco.

Questo composto andrà adagiato sul fondo del terrario e dovrà essere di uno spessore minimo di 3 cm, più alto in funzione dell’altezza del terrario e comunque dovrebbe sempre occupare circa un terzo dell’altezza del contenitore.

Sopra allo strato drenante andrà collocato il terriccio, che dovrà essere appropriato al tipo di impianto che si decide di inserire nel terrario.

Infine, si inseriranno le piantine, avendo cura di optare per specie con caratteristiche e necessità quantomeno simili.

La manutenzione

I terrari richiedono una manutenzione minima.

L’esposizione solare non deve essere diretta, ma comunque il contenitore andrà collocato in una zona molto luminosa.

La migliore modalità di irrigazione del terrario consiste nel nebulizzare l’acqua invece che aggiungerla direttamente nel terreno. Se il terrario è aperto è consigliabile irrigare una volta alla settimana per piante quali felici o muschi, una volta al mese nel caso di piante grasse e cactus.

Se notate che il vetro è molto offuscato dalla condensazione di acqua significa che all’interno del terrario si è formata troppa umidita; apritelo e posizionatelo in un luogo asciutto per qualche ora.

Nel caso osserviate la presenta di muffe è assolutamente importante rimuovere le zone interessate; allo stesso modo andranno eliminate eventuali piante avvizzite.